Ci avviciniamo a una nuova modifica del Codice della Strada. Nel 2023 il Governo intende revisionare l’ormai vetusto Codice, in un tentativo di garantire una maggiore sicurezza sulle strade italiane. Si va verso un inasprimento delle multe per i comportamenti scorretti in strada e l’idea di rendere le multe in base al reddito.
Se ne parlava già da un po’ nelle aule delle istituzioni, ma ora è ufficiale. C’è l’intenzione di introdurre anche in Italia il concetto di multe in base al reddito. L’idea arriva nel corso delle discussioni sulla revisione del Codice della Strada richiesta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che intende procedere sul suo percorso per rendere le strade italiane più sicure nel 2023. L’idea di rendere le multe tanto più alte in base al reddito di chi le prende non è un’idea originale. In Germania, Regno Unito e Belgio è una cosa che si fa già da diversi anni, e con un certo successo.
Ad annunciare l’ufficialità della manovra è il vice ministro di Salvini, Galeazzo Bignami, che ha ufficializzato la presa in considerazione del sistema che già Salvini aveva considerato in un suo precedente discorso. La possibilità di alzare le sanzioni in base al reddito deriva da un semplice ragionamento sulla funzione sociale delle sanzioni in ambito stradale. Secondo quanto dice il ministro Salvini, le sanzioni devono avere, tra le altre cose, una funzione afflittiva, ed è chiaro come una persona dal reddito maggiore sia afflitta da una sanzione attuale in maniera minore rispetto che a una con un reddito più basso.
Come detto, l’idea non è originale. Solo in Europa ci sono molti paesi che hanno adottato la formula delle sanzioni in base al reddito, e ogni paese ha adottato una sua personale versione dello stesso concetto. Nel Regno Unito, per esempio, le infrazioni sono suddivise in ordine crescente di gravità. E la sanzione varia tra il 25% e il 175% del reddito settimanale dell’automobilista con un tetto massimo fissato a 2.500 sterline per una violazione commessa in autostrada e a 1.000 nella restante viabilità.
In Germania o in Belgio le sanzioni funzionano in modo molto diverso, pur partendo dallo stesso principio. Sarà il ministro Salvini e al resto del Governo decidere quale strada seguire per questa riformulazione del Codice della Strada, se davvero sarà fatto. Salvini ha dichiarato di voler procedere quanto prima a un tavolo di discussione per riuscire a trovare una formula funzionante per rinnovare questo Codice della Strada “vecchio di 30 anni”.
Secondo Assoutenti l’inasprimento delle pene per chi viola il Codice della strada non basta a garantire una maggiore sicurezza stradale nel nostro Paese, perché il lavoro va fatto alla radice, sul fronte della prevenzione. Un’affermazione che va a complemento del discorso portato avanti da Salvini.
Secondo il vice premier, infatti, l’inasprimento delle pene servirebbe da deterrente per ridurre il pericolo sulle strade, ma per altri questo ragionamento è fin troppo semplicistico. Secondo molti, in primis Assoutenti, le forze dello Stato devono essere concentrate su un lavoro di prevenzione e istruzione sui pericoli della strada e come evitarli.
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