Ormai le pensioni per il 2022 sono state delineate dal governo Meloni.
Proprio per questo gli esperti del mondo pensionistico cominciano a fare le prime valutazioni e a dare i primi consigli che alcune volte sono veramente preziosissimi. Infatti per tante donne bastano 12 mesi di lavoro in più per avere addirittura il 30% in più di pensione.
Può sembrare incredibile eppure è proprio così: oggi per le donne bastano davvero dodici mesi in più di lavoro e l’assegno pensionistico che poi ne deriverà sarà maggiorato addirittura del 30%, ma cerchiamo di capire perché avviene questo.
La lavoratrice che rientri in opzione donna ha due possibilità diverse ma è molto importante comprendere la natura di queste due possibilità perché possono rendere cifre molto diverse dal punto di vista poi dell’assegno pensionistico. La legge di bilancio del governo Meloni ha rinnovato opzione donna per un altro anno. Quindi opzione donna nel 2023 continuerà ad operare come nel 2022.
Ma attenzione però perché la misura pensionistica non è del tutto identica a quella del 2022. Infatti opzione donna nel 2023 non distingue più tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome. Infatti questa volta opzione donna distingue le lavoratrici in base ai figli. Ci sono state tante polemiche su questa questione ma il governo è rimasto fisso sul suo punto iniziale.
Infatti nel 2022 potevano lasciare il lavoro le lavoratrici dipendenti con 58 anni di età e le lavoratrici autonome con 59 anni di età, invece quest’anno questa differenziazione tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome non esiste più e tutto ruota attorno al numero dei figli. Infatti le lavoratrici che sono senza figli possono uscire a 60 anni mentre invece chi ha avuto un figlio può uscire a 59 anni e chi ha avuto due o più figli può uscire a 58 anni.
Ma oggi ci sono anche più limitazioni perché l’uscita è consentita soltanto per le caregivers, le invalide, le lavoratrici che lavorano in aziende in crisi e le disoccupate. Facciamo il caso di una lavoratrice con 41 anni di contributi in questo caso converrebbe aspettare 10 mesi in più e avere la pensione anticipata ordinaria.
Infatti in questo caso è meglio lavorare 10 mesi in più perché così si avrebbe il calcolo misto della prestazione e si usufruirebbe di un assegno più ricco. Quindi sostanzialmente opzione donna è stata confermata nel 2023 e questa è sicuramente una cosa positiva ma contiene dei paletti tali che molto probabilmente per tante lavoratrici un po’ più avanti negli anni sarà decisamente più conveniente lasciarla perdere ed optare per una pensione anticipata ordinaria oppure in alcuni casi addirittura per la normale pensione di vecchiaia.
Quindi come al solito è sempre il caso di valutare caso per caso anche perché la nuova opzione donna sta suscitando notevoli polemiche non solo per la questione dei figli ma anche perché è stata notevolmente “depotenziata” rispetto all’anno scorso.
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