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Economia

Bufera Amazon, il colosso dell’e-commerce è nei guai: acquirenti sconvolti

Amazon finisce nei guai. L’e-commerce si è messa in modo troppo azzardato facendo infuriare anche gli acquirenti.

Anche Amazon, il gigante dell’e-commerce, si è ritrovato ad avere a che fare con un calo delle vendite e quindi è finito dei guai. La reazione a questo imprevisto non è stata certo delle migliori e infatti il colosso ha deluso profondamente gli acquirenti.

Bufera Amazon, il colosso dell’e-commerce – Ilovetrading

Un’economia in recessione che tocca anche i giganti. Licenziamenti hanno interessato le aziende più floride del settore come Microsoft. Poi è stata la volta del mondo social con il taglio al personale prima di Facebook e poi di Twitter. Quello che però non va affatto bene è il modo in cui le aziende hanno voluto mettere in chiaro la situazione. Amazon ad esempio ha licenziato ben 18mila dipendenti. Probabilmente uno dei più grandi licenziamenti mai effettuati nel mondo del lavoro.

Amazon, i licenziamenti del colosso dell’e-commerce

Con un’email Amazon ha licenziato 18mila lavoratori, avvertiti da un momento all’altro circa l’improvvisa interruzione del proprio rapporto di lavoro. La notizia è stata ripresa dal sito americano Business Insider che ha voluto far sapere a tutti delle modalità non proprio corrette di licenziamento. Le parole che sono state scritte hanno indignato tutti, non soltanto i lettori, ovvero le persone licenziate, ma l’intero mondo.

Nei guai: acquirenti sconvolti – ilovetrading

La lettera di licenziamento dei dipendenti di Amazon

Cosa è stato scritto in questa email di così sconvolgente? “Sfortunatamente la tua posizione è stato eliminata”. A partire da ora non è più richiesto che tu svolta alcun lavoro per conto di Amazon”, si leggerebbe nella comunicazione inviata ai dipendenti. Un licenziamento che, secondo il sito, sarebbe dunque avvenuto con queste sole modalità e senza nessun incontro faccia a faccia. Qualcosa che insomma un qualsiasi dipendente si aspetterebbe di ricevere, prima di essere mandato a casa.

Nella mail, con oggetto “Informazione importante sul suo ruolo”, è stato scritto: “Oggi facciamo un passo molto molto difficile riducendo molti posti in diverse nostre attività”. “Non si tratta di una decisione presa alla leggera e ci impegniamo a fornire un supporto per facilitare la transizione da Amazon, tra cui un pagamento per la separazione, benefici transitori a seconda del Paese e servizi di collocamento esterni”, si legge nell’email.

La risposta di Amazon

Amazon, attraverso il portavoce Andy Jassy, l’amministratore delegato dell’azienda e-commerce, ha risposto al New York Post avvisando che l’amministrazione è consapevole che questi licenziamenti sono difficili per le persone. Una rassicurazione è da fare ai lavoratori italiani. Almeno secondo quanto riporta Reuters, che non dovrebbero essere toccati da questi licenziamenti.

Fabiana Coppola

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