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Nuovissimi risarcimenti e indennizzi ai lavoratori stabiliti dalla Cassazione: non perderli

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Bruno Galvan

La Cassazione ha stabilito nuovi indennizzi in caso di malattia o infortunio sul posto di lavoro.

La sicurezza e la salute del lavoratore è un diritto dello stesso sancito dalla Legge. Purtroppo molto spesso ci troviamo di fronte a tanti infortuni sul posto di lavoro spesso originati dalla mancanza del rispetto delle norme sulla sicurezza. L’Organizzazione Internazionale sul Lavoro ha recentemente pubblicato un dato piuttosto allarmante.

Malattia e infortunio lavoro
Malattia e infortunio sul posto di lavoro: la Cassazione pubblica una novità

Ogni 15 secondi un lavoratore muore sul lavoro a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale. Ogni 15 secondi, 153 lavoratori hanno un infortunio sul lavoro. Si stima che ogni giorno, 6.300 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali causando più di 2,3 milioni di morti all’anno. Gli incidenti che si verificano annualmente sul posto di lavoro sono 317 milioni, molti dei quali portano ad assenze prolungate dal lavoro per malattia.  Il costo umano di queste tragedie quotidiane è enorme e l’onere economico causato dalle scarse pratiche di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro è stimato essere ogni anno nel 4 per cento del prodotto interno lordo mondiale.

Malattie e infortuni sul lavoro: i dati dell’Inail nel 2022

In Italia per la sicurezza sul posto di lavoro c’è il D. Lgs. 81/08 che regolamenta tutta la materia. La malattia e l’infortunio del lavoratore hanno un costo per l’azienda e l’ente pubblico Inail. Fino al quarto giorno è il datore di lavoro a coprire l’assicurazione, successivamente entra in gioco l’Inail. Nel dettaglio il lavoratore percepisce regolarmente:

  • La retribuzione dal Datore di Lavoro:
    • Al 100% nel giorno in cui è avvenuto l’incidente, quindi l’intera giornata lavorativa;
    • Al 60% per i tre giorni successivi, salvo diverse disposizioni contenute nei CCNL.
  • Un‘indennità dall’INAIL dal quarto giorno alla conclusione dell’infortunio pari a:
    • al 60% della retribuzione fino al 90° giorno di infortunio;
    • al 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorni fino alla guarigione.

Nel rapporto annuale pubblicato sul sito ufficiale dell’Inail le denunce di infortunio sul lavoro presentate  entro lo scorso mese di ottobre sono state 595.569, in aumento del 32,9% rispetto alle 448.110 dei primi 10 mesi del 2021.  I dati rilevati al 31 ottobre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale per i primi 10 mesi del 2022 un incremento rispetto al pari periodo del 2021 sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 385.707 del 2021 ai 522.147 del 2022 (+35,4%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento del 17,7%, da 62.403 a 73.422.

Sicurezza lavoratori
Sicurezza sul posto di lavoro: dati allarmanti Inail nel 2022

Indennizzi e risarcimenti lavoratori 2023

La Cassazione ha stabilito che ogni tipo di malattia derivante dall’attività professionale va risarcita. Per malattia non si intende solo l’attività strettamente collegata al lavoro bensì anche alle conseguenze derivanti. Per esempio stress da lavoro, mobbing e quanto altro. L’Inail è chiamata dunque a risarcire il lavoratore anche per quelle malattie non previste dalle tabelle. Toccherà ovviamente al lavoratore dimostrare la connessione tra lavoro e malattia.

Sono tre i concetti fondamentali alla base dell’infortunio sul lavoro. Solo se si verificano tutti e tre si ha diritto al pagamento. Il primo è quello di causa violenta che si determina con un’azione che provoca danno all’organismo del lavoratore. Il secondo è quello di inabilità che può essere permanente assoluta con infortunio che determina l’impossibilità completa a lavorare per più di tre giorni. Il terzo fattore è l’occasione di lavoro. Insomma si apre ufficialmente un altro fronte tra lavoratori, aziende e Inail. L’aumento della produzione espone al maggior rischio di infortuni e malattie il lavoratore. L’accumulazione, il business sono spesso messe davanti alla salute del lavoratore. Anche se i controlli sono aumentati va detto purtroppo che in Italia ci sono molte irregolarità e lavoratori a nero che si infortunano o hanno malattie senza avere alcuna assicurazione.

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