Rottamazione e liti pendenti: Meloni cambia tutto e puoi chiudere tutti i conti in modo agevolato. Come funziona la procedura.
Sono tantissimi gli italiani che hanno debiti con il fisco. Dopo il covid e dopo la terribile inflazione a 12% la situazione si è aggravata e non c’è abbastanza sostegno a chi finisce in difficoltà. Ogni contribuente vorrebbe chiudere i conti con il Fisco. Vediamo come questo può essere concretamente possibile nel 2023 con l’attuale normativa.
Con l’attuale legge di bilancio si potranno effettivamente chiudere le liti pendenti con il Fisco e che questo si potrà fare in ogni stato e grado del giudizio. Sono tantissime le famiglie italiane che hanno debiti pendenti nei confronti del fisco e questo è un vero e proprio dramma se pensiamo a quanto sia precaria oggi la situazione delle famiglie italiane.
Per i debiti c’è la definizione agevolata. Quindi cominciamo proprio con le situazioni legate alle liti pendenti. Con l’ultimo comunicato stampa del due febbraio l’Agenzia delle entrate informa che la legge di bilancio permette di definire in maniera agevolata le controversie tributarie. Ma la legge di bilancio permette di definire in modo agevolato persino le cause pendenti davanti alla corte di Cassazione. Per avere questa definizione agevolata basterà pagare un importo di pari valore a quello della controversia.
Ma vediamo effettivamente come possono fare gli italiani a liberarsi da queste brutte situazioni. Se ricorso è nel primo grado di giudizio, si può definire pagando il 90% del valore. Ma se l’Agenzia delle Entrate è soccombente basterà pagare il 40% in primo grado e addirittura in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate in secondo grado basterà pagare il 15%. Nel caso di Agenzia delle entrate soccombente davanti alla corte di Cassazione, basterà pagare soltanto il 5%. La domanda va presentata entro il 30 giugno 2023 e il contribuente dovrà pagare tutto. Infatti teoricamente bisogna pagare l’intero importo per la definizione agevolata.
Tuttavia può anche essere che il contribuente sia stato ammesso al pagamento rateale e in tal caso dovrà pagare solamente la prima rata. Entro il 30 giugno chi è interessato dovrà fare domanda attraverso una PEC all’Agenzia delle Entrate proprio per beneficiare di questa definizione agevolata con una percentuale variabile in base al grado di giudizio nel quale attualmente è pendente la causa.
Tanti approfitteranno di questa possibilità ma ciò non toglie che si può sempre continuare il giudizio se si è convinti delle proprie ragioni.
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