INPS propone ora 5 vie per la pensione anticipata. Importante approfittarne e vediamo come si fa. Guida pratica.
Andare in pensione subito è il sogno di tantissimi italiani. Ma sappiamo quest’anno la materia pensionistica è stata stravolta. Gli esperti spiegano come ci sono almeno cinque trucchi che consentono di andare in pensione prima. La legge Fornero è stata una legge molto dura ma stabilisce anche modalità alternative per andare in pensione.
Quando si parla di pensioni i due fattori fondamentali sono sempre l’età anagrafica e gli anni di contributi versati.
In linea di principio per andare in pensione servono 67 anni di età e 20 anni di contributi. La pensione anticipata invece richiede 41 o 42 anni e 10 mesi di contributi e non richiede una specifica età anagrafica. Ma vediamo quando è possibile andare in pensione prima. Si può andare in pensione con soli 15 anni di contributi ma almeno 71 anni di età, questa è una possibilità molto importante per chi abbia pochi anni di contribuzione. Un’altra opzione utile è quella di lasciare il lavoro a 64 anni con 20 anni di contributi se l’assegno risulta superiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale. Queste due possibilità ci sono soltanto per chi ha versato almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre del ’95.
Ma non basta. Infatti per poter accedere a queste modalità di uscita semplificata c’è bisogno di avere accreditato almeno cinque anni di contributi dopo il ’96, di avere almeno 15 anni di contributi complessivi e di aver versato almeno un mese alla gestione separata. Inoltre per poter andare in pensione prima ci sono anche le tre deroghe della legge Amato.
Se si rientra nelle tre deroghe della legge Amato si può andare in pensione a 67 anni di età e con 15 anni di contributi invece che venti. Sono molto importanti anche i contributi figurativi che possono consentire di integrare quegli anni di contributi che la carriera lavorativa non ha consentito di mettere in campo.
Ad ogni modo le tre deroghe della legge Amato sono un qualcosa che spesso i lavoratori non conoscono o conoscono male. E’ importante confrontarsi col CAF o con i Contact Center dell’INPS per capire se si rientra in questa possibilità creata a suo tempo dal Governo Amato e valutarla in relazione alla propria storia contributiva.
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