Vediamo i tre impatti concreti che potrebbero arrivare con un intensificarsi della guerra.
Ormai ci conviviamo da mesi, ma con lo scoppio della guerra in Ucraina è tornato l’incubo della guerra nucleare. La guerra fredda per decenni ha tenuto l’Europa e il mondo intero sotto l’ombra funerea di una guerra atomica. Ormai da anni questo scenario sembrava accantonato perché i rapporti tra Russia, Unione Europea e Stati Uniti apparivano improntati ad una fattiva collaborazione.
Con l’attacco a sorpresa nei confronti dell’Ucraina tutto questo è cambiato e la Russia ha intrapreso una dura via di contrapposizione nei confronti degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e in generale della NATO. L’attacco nei confronti della residenza del premier Vladimir Putin lamentato dalle autorità russe fa aumentare la tensione e se il conflitto tra l’Ucraina e la Russia dovesse intensificarsi, questo potrebbe avere tre impatti concreti sulle nostre vite. Il primo è quello di un generale senso di ansia e di insicurezza.
All’inizio dello scoppio della guerra in Ucraina la gente era stata presa da una forte ansia e si cercava di fare incetta di cibo e di generatori di energia per sopperire alla mancanza eventuale di corrente. Oggi questa ansia sembra venuta meno ma se il conflitto dovesse acutizzarsi, certamente il senso di disorientamento e di precarietà per la gente potrebbe aumentare. Il secondo impatto potrebbe essere sui costi di gas ed energia elettrica.
Se il blocco costituito da Russia e Cina e quello costituito dalla NATO dovessero contrapporsi più duramente gli speculatori avrebbero gioco facile a far impennare ulteriormente il costo delle materie prime energetiche. Di conseguenza la bolletta di luce e gas potrebbe diventare più costosa. Il terzo impatto sarebbe sui costi dei cibi. Anche in questo caso la speculazione potrebbe far aumentare il prezzo del cibo al supermercato e di conseguenza far impennare l’inflazione.
La guerra è ovviamente un dramma, ma offre anche il pretesto agli speculatori per far aumentare i costi delle materie prime e rende la vita più difficile ai consumatori. La speranza è quella che ad una guerra non si arrivi mai, ma anche la semplice tensione internazionale permette questi giochi perversi che poi ricadono sulla gente comune. Non dobbiamo mai dimenticare che la guerra nella sua drammaticità è un’occasione di guadagno per tanti personaggi senza scrupoli.
L’industria bellica consegue grandi affari da questo terribile evento così come le mafie che già a quanto pare hanno cominciato a spartirsi la ricostruzione dell’Ucraina. Ma i guadagni più forti sono proprio sul fronte della speculazione internazionale. Ad ogni notizia pessima dal punto di vista bellico segue un picco sulle quotazioni delle materie prime e sull’energia che gli speculatori di borsa sono pronti ad intercettare ed anche a gonfiare con apposite pratiche che purtroppo sono legali.
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