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In pensione 10 anni prima: 57 anni per i nati negli anni ’60

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Salvatore Dimaggio

Vediamo la via anticipata per andare in pensione 10 anni prima. Uno scivolo comodo di cui è importante beneficiare.

Nel 2023 arrivano tante novità sulle pensioni e cerchiamo di esaminare soprattutto quelle più vantaggiose. La pensione di vecchiaia ordinaria resta ancorata al requisito fondamentale dei 67 anni di età e 20 anni di contributi. Tuttavia negli anni le varie riforme hanno creato un sistema complesso nel quale è difficile orientarsi e non mancano soluzioni molto particolari anche non legate all’INPS.

In pensione 10 anni prima, la normativa
Come andare in pensione con 10 anni di anticipo – ilovetrading.it

In Italia c’è la possibilità di iscriversi ad un fondo previdenziale differente dall’INPS. Se si rientra in queste condizioni è prevista la rendita temporanea e anticipata. Per questo strumento previdenziale servono solo 57 anni di età e 20 anni di contributi versati e in più cinque anni di versamenti in un fondo di previdenza complementare. Questo vale per chi da 24 mesi è privo di lavoro. Se invece si è in attività, la rendita integrativa si può percepire dai 62 anni di età. Questa misura è diventata strutturale nel 2019 con la Legge di Bilancio.

Una misura molto particolare per andare in pensione prima

Coloro i quali si trovano a non più di 5 anni dalla pensione oppure chi ha perso il lavoro da oltre due anni può sfruttare questa via comoda per andare ritirarsi dal lavoro. Chi è nato tra il 1961 e il 1966 dunque può andare in pensione addirittura dieci anni prima. Questa rendita va richiesta non all’INPS ma al fondo pensionistico a cui sono stati effettuati versamenti. Di conseguenza non sarà l’INPS ma in fondo a liquidare la pensione e anche l’eventuale pensione di reversibilità.

Uscire dal lavoro a 57 anni si può
La via per andare in pensione prima – ilovetrading.it

Chi percepisce la rendita può scegliere in qualsiasi momento di bloccare l’erogazione temporanea. Infatti anche dopo aver cominciato a percepire la rendita, il soggetto può ricominciare a lavorare ed è importante evidenziare come la rendita sia cumulabile con i redditi da lavoro e con misure assistenziali come la Naspi. Ma oltre a questa misura sicuramente particolare, per l’anno prossimo tanti attendevano la Quota 41.

Novità negative per le pensioni del 2024

Il Governo e soprattutto la Lega avevano fatto una vera e propria battaglia per questa misura. Tuttavia ultimamente è stato annunciato che a causa di problemi nel budget la Quota 41 l’anno prossimo non si farà. La delusione è stata tanta e la percezione degli addetti ai lavori è che probabilmente il Governo non farà altro che prolungare la Quota 103 anche per il 2024. Sicuramente la Quota 41 per tutti proposta inizialmente dal Governo aveva fatto gola a tanti, ma le ultime indiscrezioni parlano di una mera proroga di Quota 103 e delle altre misure previste per l’anno in corso.

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