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Spid: cosa devi fare nel 2023 per poterlo usare e come funziona

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Samanta Airoldi

Importanti novità riguardo lo Spid, il sistema di identità digitale. Vediamo insieme cosa fare per poterlo ancora utilizzare.

Fino a qualche anno fa nessuno sapeva cosa fosse lo Spid e oggi non possiamo fare quasi più nulla senza. Ma da quest’anno le regole cambiano. In questo articolo vi spieghiamo cosa bisogna fare per poter usare ancora lo Spid.

Spid, come funziona
Con lo Spid è possibile fare molte operazioni da computer o smartphone – ilovetrading.it

Lo SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Esso permette di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione. Ottenerlo è molto semplice: è sufficiente recarsi presso uno degli operatori autorizzati e farne richiesta. Possono chiedere lo SPID tutti  i cittadini italiani o comunque in possesso di una carta d’identità e di un codice fiscale italiani in corso di validità, che siano maggiorenni, residenti in Italia o all’estero.

Attraverso lo SPID è possibile accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e anche di alcuni privati aderenti. Tra i principali enti pubblici nazionali che usano SPID ci sono INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Equitalia, ACI, MIUR, AgCOM. Ma non solo:  è possibile accedere anche a servizi di tipo locale o regionale. Insomma è uno strumento indispensabile per rendere più agili moltissime operazioni senza doversi recare ogni volta ai vari sportelli e fare code interminabili.

Spid: ecco cosa cambia nel 2023

Fino ad oggi lo SPID ha riscosso un gran successo. Grazie all’identità digitale è, ad esempio, possibile farsi in modo autonomo la dichiarazione dei redditi o cambiare da soli il proprio medico di base. Non solo: a partire dal 1° ottobre 2020, lo SPID ha sostituito il PIN INPS, fin’ora utilizzato per l’accesso ai servizi dell’Istituto. Di conseguenza l’INPS non rilascerà più nuovi codici PIN.

Spid, cosa cambia
Con lo SPID è possibile accedere ai servizi della Pubblica amministrazione-(Ansa foto)- Ilovetrading.it

Ma quale sarà il futuro dello SPID? Mesi fa il Governo Meloni aveva manifestato la volontà di dire addio allo SPID   in quanto i gestori avevano chiesto 50 milioni di euro per un adeguamento dei compensi, dato che il servizio è cresciuto moltissimo per numero di utenti da quando è nato ad oggi. Alla fine non ci sarà nessun addio, non per il momento almeno. Infatti il Decreto PNRR 3 che ha “salvato” lo SPID per il 2023 e il 2024.

Dopo questa scadenza  con ogni probabilità, lo SPID verrà sostituito in tutto dalla CIE, la carta d’identità elettronica. L’obiettivo del Governo è, infatti, semplificare e, dunque, creare un’identità digitale unica a livello nazionale, gestita solo dallo Stato.

Gli operatori che attualmente possono rilasciare le credenziali SPID sono i seguenti:

  • Aruba;
  • etnaID;
  • ID InfoCamere;
  • InfoCert;
  • Lepida;
  • Namirial;
  • Poste italiane;
  • Sielte;
  • SpidItalia;
  • Tim;
  • TeamSystem ID.

A partire dal 23 aprile 2023, Intesa Sanpaolo non fa più parte dei gestori di identità digitale abilitati. Chi aveva ottenuto lo SPID tramite Intesa può chiederlo ad un altro operatore a propria scelta. A prescindere dall’operatore scelto, non vi è alcun costo di attivazione. Da quest’anno è possibile fare lo SPID anche in tabaccheria.

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