Per il mese di giugno, erano attese novità sulla pensione di invalidità, ma una recente notizia ha spiazzato i titolari. Cosa succederà?
L’INPS ha già reso disponibili i cedolini della pensione di giugno 2023, ma i percettori dell’assegno di invalidità hanno ricevuto una brutta sorpresa.
Non ci saranno, infatti, gli aumenti sperati. Anche per il prossimo mese le prestazioni di invalidità parziale e totale ammonteranno a 313,91 euro o 324 euro e l’accompagnamento a 527 euro. Inoltre, agli invalidi parziali non spetterà la quattordicesima di luglio.
L’unica novità riguarda la data di pagamento delle pensioni, che subirà una breve pausa perché il giorno 2 è festivo. I versamenti avranno inizio giovedì 1° giugno (primo giorno bancabile del mese) e termineranno giovedì 8 giugno.
Il 1° giugno toccherà ai percettori che ricevono le somme tramite bonifico postale o bancario, sul libretto postale, sul conto Banco Posta o sulla Poste Pay Evolution. Lo stesso giorno, inizieranno a percepire la pensione anche i beneficiari che hanno optato per il pagamento in contanti, secondo il seguente calendario (in ordine alfabetico):
In ogni caso, è sempre opportuno recarsi presso l’Ufficio Postale competente e controllare l’elenco di pagamento, perché potrebbero esserci variazioni tra i vari Comuni.
La delusione dei titolari della pensione di invalidità deriva dalle dichiarazioni rilasciate dalla Ministra Locatelli, che aveva annunciato grandi cambiamenti con il DDL Semplificazioni (approvato lo scorso 11 maggio). Entro la fine di agosto 2024 sono attese sette novità, che coinvolgeranno anche gli invalidi.
In particolare:
Sono previste, dunque, innovazioni molto importanti, anche se permangono i dubbi sulla capacità di reperire i fondi economici da destinare a tali scopi.
Riguardo la pensione di invalidità, sono le Regioni che hanno introdotto delle agevolazioni già dal mese di giugno. Sono numerosi i bandi regionali per tutelare i caregivers, cioè i familiari che si occupano dell’assistenza e della cura delle persone disabili gravi.
Per esempio, la Campania ha predisposto un Bonus da 750 euro e la Puglia un Bonus da 1.200 per 20 mensilità. Ma iniziative simili sono state promosse anche dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Lazio.
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