Registrare il contratto di locazione è obbligatorio chi non lo fa va contro la legge e rischia grosso. Ecco cosa bisogna controllare.
Il desiderio di vivere per conto proprio una volta raggiunta l’indipendenza economica porta molti giovani a desiderare di acquistare una casa. Purtroppo, a causa della crisi economica i prezzi degli immobili e le tasse dei mutui sono troppo alti.
Questa situazione spinge alcune persone, che comunque possono permettersi di acquistare una casa, a scegliere invece di vivere in affitto. Le motivazioni di questa scelta possono essere varie: ad esempio, non essere pronti ad affrontare l’impegno di un mutuo che legherà il proprietario a un posto per la maggior parte della propria vita.
Attenzione, però, perché anche il contratto di affitto comporta dei diritti e dei doveri sia per il locatore (colui che affitta) sia per il conduttore (colui che prende in affitto, detto anche inquilino). Il più importante è la registrazione del contratto di affitto.
La locazione è un contratto tra due persone in cui una gode per un certo periodo di tempo di un qualcosa, per esempio di una casa. In cambio dovrà versare al locatore una somma per poter usufruire in pieno dell’immobile.
Il contratto tra le parti può essere firmato anche in forma privata, ovvero senza la presenza di avvocati o notai, ma comunque c’è l’obbligo di registrazione. Infatti, entro 30 giorni dalla sua stipula il contratto dovrà essere registrato telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
La mancata registrazione del contratto di affitto porta alla nullità dello stesso e le conseguenze per l’affitto in nero possono essere di natura fiscale o di natura civile. Riguardo alle conseguenze di natura fiscale, la mancata registrazione per l’Agenzia delle Entrate diventa evasione fiscale dell’imposta di registro che grava sia sull’inquilino sia sul locatore. Di conseguenza, l’inquilino si vedrà notificata una sanzione dall’ufficio delle imposte.
A rischiare di più, però, è il locatore che diventa responsabile anche di evasione sui canoni di locazione che devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi. Quindi, in questo caso, le sanzioni del locatario saranno molto più alte. Invece, le conseguenze in materia civilistica non sono gravi come le precedenti, però né il locatore né il conduttore potranno far valere i propri diritti nei confronti dell’altro.
Per esempio, in caso di mancato pagamento dell’affitto il locatore non potrà chiedere un decreto per sfratto. Potrà invece richiedere una indennità ma la somma sarebbe inferiore al canone di affitto. L’inquilino, d’altra parte, non potrà fare nulla se il padrone di casa chiede improvvisamente di andare via di casa.
Tuttavia, qualora l’inquilino non sapesse della mancata registrazione del contratto di affitto all’Agenzia delle Entrate può far valere i suoi diritti in tribunale. A ogni modo anche se la legge stabilisce che entro 30 giorni dalla stipula il contratto deve essere registrato è possibile rimediare versando le dovute more. In questo modo, il contratto diventerà efficace con effetto retroattivo.
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