Un’associazione di consumatori americana sta mettendo in guardia dall’uso di PayPal: per quale motivo? A quel che sembra, c’è davvero da preoccuparsi.
Tutto parte dalla crisi bancaria statunitense di qualche mese fa. Dopo il fallimento della Silicon Valley Bank, nulla è più davvero sicuro, specie per i grandi risparmiatori. E a finire in crisi non sono solo i grandi istituti bancari istituzionali. Da qui è partita una raccomandazione, che non vale solo per il territorio americano.
In questo senso, bisogna prestare la dovuta attenzione all’ultima comunicazione della CFPB (Consumer Financial Protection Bureau) sui rischi derivanti dall’utilizzo di sistemi di pagamento come Venmo o PayPal.
Di quali rischi di parla? Per la CFPB PayPal e Venmo peccano in materia di garanzie di sicurezza. In pratica, di fronte all’ipotesi di una nuova grande crisi finanziaria, in grado di investire anche piattaforme di servizi di pagamento digitale e di trasferimento di denaro tramite Internet, lo scossone potrebbe mandere in fumo i risparmi di milioni di utenti.
C’è un riferimento preciso. La CFPB tira in ballo l’assicurazione garantita dalla FDIC sui propri risparmi fino a 250.000 dollari. Una sorta di salvagente in caso di crack, che però non vale per società come PayPal.
L’assicurazione, infatti, è presente solo ed esclusivamente per i conti bancari e non per le piattaforme di pagamento e i salvadanai elettronici tipo Venmo e PayPal.
Chi vuol salvaguardare i propri risparmi, dunque, non dovrebbe mai affidarsi a servizi di pagamento digitale. Questo afferma l’associazione di consumatori statunitense. E questo specie se si dispone di salvadanai consistenti, cioè da centinaia di migliaia di dollari. Al contrario, le piattaforme di pagamento di questo tipo sembrano molto più sicure per essere utilizzate per gestire flussi di denaro di piccola entità.
I risparmi conservati nelle app di pagamento potrebbero comportare rischi maggiori di perdita rispetto a quelli depositati in una banca assicurata, e tutti i consumatori dovrebbero essere consapevoli di questi rischi. “Per ridurre al minimo questi rischi“, scrive l’associazione, “i consumatori potrebbero scegliere di trasferire i loro fondi dalle app di pagamento non bancarie a conti deposito assicurati“.
In Italia è lo stesso? Grosso modo sì, anche se nel nostro Paese PayPal offre qualche piccola garanzia in più, dato che è associata a servizi finanziari operando quale istituto di credito, e in quanto tale è soggetta alla sorveglianza della Banca d’Italia e a tutte le leggi italiane di settore a tutela dei consumatori e, soprattutto, del fisco.
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