La paura di non riuscire a pagare i debiti è quella che affligge molti fra professionisti e imprese. La riforma di una legge del 2012 però può dare un grosso aiuto.
Dopo dieci anni dall’entrata in vigore della “legge salvasuicidi” poco tempo fa è arrivata una riforma per potenziarne gli strumenti. Questa denominazione che a dir poco rende del black humour deriva dal fatto che la bancarotta è un evento che terrorizza i professionisti e gli impresari. Avere debiti che non si sa più come pagare sembra una strada senza uscita, specie se si tratta di somme ingenti che si devono alle banche. La nuova legge sul sovraindebitamento però tende una mano ai privati e alle piccole imprese.
Occorre specificare che quanto previsto da questa legge si applica ai debiti connessi all’attività e non certo a quelli contratti per il gioco. La situazione di chi ha diritto agli strumenti previsti è quella in cui si risulta in grosso sbilancio rispetto alle somme da restituire. Se è questo il caso si comincia rivolgendosi al più vicino Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Si tratta di enti autorizzati dalla Camera di Commercio per avviare la procedura di assistenza.
Chi si rivolge a un OCC viene affidato a un gestore della crisi a cui fornire tutte le informazioni sul proprio caso. Vale a dire l’ingenza dei debiti, i creditori, i beni posseduti e le dichiarazioni dei redditi di tre anni precedenti e le spese per il bilancio familiare. Dopodiché serve fissare un’udienza con il giudice per bloccare eventuali pignoramenti per i successivi 120 giorni.
Per evitare che si abusi di questa procedura la legge sul sovraindebitamento si rivolge solo ai più “virtuosi” che si trovano soffocati dai debiti. Si può definire meritevole chi è arrivato a questo punto senza aver tentato di ottenere i finanziamenti in modi controversi. Rischiano di essere esclusi anche coloro che abbiano contratto i debiti senza avere in principio le risorse per restituirli (per questo si esaminano le dichiarazioni dei redditi).
Potrebbero invece riuscire a sfruttare gli strumenti offerti dalla legge gli imprenditori che hanno dovuto fare i conti con una crisi improvvisa del settore o un incidente che ha ridotto loro i mezzi. Inoltre anche i familiari stretti del debitore possono usufruire di questa “esdebitazione” in caso risultino conviventi.
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