Il modello statunitense sembra prendere piede anche in Italia, dove adesso puoi saltare la fila al pronto soccorso pagando.
È successo al Pronto Soccorso del Policlinico San Marco di Zingonia, dove pagando 149 euro grazie ad una iniziativa del Partito Democratico, un paziente ha saltato la lunga fila di attesa senza prenotazione. Il modello statunitense, da tanti attaccato e da molti acclamato, sembra stia arrivando anche in Italia.
Dal 1979 l’Italia possiede il suo Servizio Sanitario Nazionale (SSN) cui hanno diritto tutti gli abitanti e che è per lo più gratuito per i pazienti. Fino alla più recente legge di riforma, circa di 20 milioni di Italiani erano esonerati dal pagamento della quota partecipativa sui medicinali (ticket).
Il sistema sanitario nazionale è una combinazione di finanziamento pubblico, con prestazioni pubbliche e private. Le fonti di finanziamento per il SSN sono suddivise in parti approssimativamente uguali fra contributi obbligatori versati in base alla retribuzione lorda, e gettito fiscale generale.
Da molti anni in Italia si parla di emergenza della sanità pubblica e di come, con dati sempre crescenti, la sanità privata stia avanzando sempre di più. Curarsi in ambulatori e cliniche private da tempo è diventato sinonimo di qualità e velocità, a discapito di costi non da tutti sostenibili.
Dopo la pandemia mondiale da COVID-19, la sanità pubblica italiana ha subito gravi danni in termini di personale qualificato e finanziamenti, aumentando esponenzialmente il divario con la sanità privata la quale, in questi anni, ha giovato della situazione. L’annuario statistico del SSN pubblicato il 23 marzo documenta l’espansione delle strutture sanitarie private accreditate.
Le strutture sanitarie private sono state rimborsate con il denaro pubblico. Nel 2021 il numero delle strutture private accreditate ospedaliere è salito a 995, un numero quasi raddoppiato in 10 anni. Il modello delle strutture sanitarie private (in gergo APM) è tipico degli Stati Uniti, dove il governo federale garantisce l’assistenza di base agli anziani e ai nullatenenti.
Questo sistema, tuttavia, esclude dal suo target tutti gli altri cittadini, che quindi devono tutelarsi stipulando polizze sanitarie private. Tradotto: puoi curarti solo con una polizza sanitaria e, soprattutto, se hai le disponibilità economiche per pagarne una. Se l’Italia e il suo sistema sanitario dovessero seguire le linee guida di quello statunitense, cambierebbero molte cose.
Difatti, chi si reca ad un pronto soccorso per un’emergenza senza una polizza assicurativa in corso di validità, avrebbe diritto solo ad una prima assistenza (ad esempio una rianimazione) gratuita. Per qualsiasi altro tipo di soccorso immediato o a lungo degenza, sarebbe impensabile ricevere delle cure senza pagare.
L’anticipo del TFS rappresenta una soluzione concreta per i dipendenti pubblici che non vogliono attendere…
Nel primo trimestre 2026 emerge ancora una volta una distanza netta tra uomini e donne…
Una semplice email con un nuovo codice PIN può sembrare una comunicazione di routine, ma…
Nel modello 730/2026 emerge un caso tutt’altro che raro: è possibile detrarre spese sanitarie già…
Non sempre un rifiuto dell’INPS chiude definitivamente la strada verso la pensione. Nel sistema contributivo…
La stretta sui familiari a carico non elimina tutte le detrazioni nel 730/2026, da considerare…