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Economia

Invalidità all’89%: le nuove cifre sono pazzesche | Quanto hai per tutta la vita

Ti hanno riconosciuto un’invalidità superiore all’80%: ecco i diritti e i benefici che ti spettano sia per il lavoro sia per la salute.

Per essere riconosciuto invalido civile è necessario essere affetti da malattie e menomazioni permanenti e croniche di natura fisica, psichica o intellettiva.

Invalidità 89%: quali diritti e agevolazioni spettano (ilovetrading.it)

Queste malattie, inoltre, devono avere come conseguenza la riduzione della capacità lavorativa della persona in misura non inferiore a un terzo, ovvero superiore al 33%. In base al grado di invalidità riconosciuto a ciascun soggetto è attribuita una percentuale di invalidità civile con determinati benefici e agevolazioni che riguardano sia il lavoro che la salute.

Scopriamo nello specifico quali sono i diritti che spettano ai soggetti con una percentuale di invalidità dell’89%.

Invalidità superiore all’80%: ecco le prestazioni e le agevolazioni che ti spettano

Per prima cosa, però, si deve ricordare che le persone disabili possono ottenere i benefici per la loro condizione solo che la commissione medica ha rilasciato il verbale di invalidità civile.

Diritti per le persone con invalidità 89% (ilovetrading.it)

Sul verbale è indicata la categoria di invalidità e la relativa percentuale. Sono presente anche i giudizi: non invalido (con una percentuale fino al 33%) oppure invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa (percentuale di invalidità compresa tra il 34% al 100%).

L’INPS eroga prestazioni economiche a partire da un riconoscimento del 75% di invalidità. Inoltre, con una percentuale compresa tra 75 e 99 si parla di invalidità parziale.

Quali sono queste prestazioni economiche? Una persona invalida all’89% con età compresa tra i 18 e i 67 anni ha diritto all’Assegno ordinario di invalidità che richiede una percentuale minima del 75% e almeno 5 anni di contributi. Quindi, si tratta di una prestazione previdenziale. L’Assegno ha una durata di 3 anni e deve essere rinnovato; poi dopo tre rinnovi diventa definitivo.

Se per caso il soggetto non lavora, non ha maturato contributi sufficienti per ottenere l’Assegno ordinario di invalidità e ha un reddito inferiore a 5.391,88 euro annui può ottenere la pensione di invalidità civile. Al compimento dei 67 anni tale pensione si converte in Assegno sociale.

Per il 2023 l’importo dell’assegno della pensione di invalidità è pari a 313,91 euro mensili.

Invece, non si ha diritto alla pensione di inabilità (per questa serve l’invalidità totale al 100%) e nemmeno l’indennità di accompagnamento. Questa si ottiene con l’invalidità totale e dopo un accertamento dell’incapacità di deambulare o di compiere atti di vita quotidiana senza assistenza.

Inoltre, con una percentuale all’89% si può richiedere il pensionamento anticipato usufruendo dell’Ape Sociale. Si tratta di un assegno che accompagna il lavoratore con almeno 63 anni di età fino alla pensione di vecchiaia (67 anni). Oltre l’età anagrafica, deve aver maturato 30 o 36 anni di contributi.

Ecco un elenco sintetico (ma non esaustivo) degli altri benefici:

  • fornitura gratuita di protesi, presidi e ausili;
  • esenzione totale del pagamento del ticket sanitario;
  • congedo per cure, in relazione all’invalidità riconosciuta;
  • iscrizione alle liste per il collocamento mirato.
  • agevolazioni fiscali relative alla tassa dei rifiuti e all’ICI
  • agevolazioni legge 104/1992.
Claudia Savanelli

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