Perché in Italia chiudono 18 negozi al giorno: la risposta sembra scontata, ma non lo è

Preoccupa la tendenza attuale dell’economia: nei prossimi anni, chiuderanno 18 negozi ogni giorno. Ecco la panoramica.

Il ritmo che stanno prendendo i vari negozi di paese non è per nulla positivo: ogni giorno potrebbero essere 18 le attività che chiudono per sempre la saracinesca. Si tratta di una previsione fatta da Confesercenti la quale potrebbe accadere nell’arco dei prossimi anni.

Tra sette anni chiuderanno 18 negozi al giorno
Negozio chiuso a causa dell’inflazione – Ilovetrading.it

Di sicuro il colpo di grazia è stato dato proprio dall’inflazione dopo un periodo molto difficile dal post di pandemia. Infatti, basti pensare che dal 2018 fino ad oggi sono più di 52.000 i negozi spariti. Il rapporto va a confermare anche l’accelerazione nei processi di’ desertificazione su cui ha avuto un grande peso anche la doppia crisi che il comparto ha vissuto, prima provocato dallo stop della pandemia e in seguito dalle conseguenze dell’inflazione oltre che quelle del caro energia.

Le conseguenze dell’inflazione sui negozi fisici

Nonostante gli italiani preferiscono ancora acquistare nei negozi fisici, pesa molto la perdita di potere d’acquisto la quale si aggira intorno ad una perdita di 14,7 miliardi nel corso di due anni.

Tra sette anni chiuderanno 18 negozi al giorno
Saracinesche chiuse ilovetrading.it

Tutto ciò va ad aggravare molto sui tipici negozi di vicinato. In base alla tendenza attuale, sembra che per i prossimi 7 anni vi sarà una contrazione di 73.000 e quindi la chiusura di diciotto negozi al giorno.

Solo lo scorso anno, gli italiani hanno indirizzato ai consumi 52,9 miliardi di risparmio che le famiglie avevano accumulato senza però registrare nessuna inversione di tendenza. Per quest’anno è in previsione un consumo di altri 27 miliardi.

Insomma, Confesercenti ha sottolineato quanto sia difficile oggi aprire una nuova attività. Nel 2022 infatti sono nate soltanto 22.608 nuove attività ossia il 20,3% in meno a differenza dell’anno precedente. Un numero che non riesce a compensare le 42.000 imprese che hanno scelto di chiudere per sempre i battenti. In poche parole, sembra che la media sia della sparizione di due negozi ogni 60 minuti.

Sembra quindi che nel 2023 la situazione non sia destinata a migliorare. Infatti, durante i primi tre mesi dell’anno in corso, le nuove aperture sono ancora al di sotto del 18% di quelle che sono state fatte durante il medesimo periodo del 2019. Sempre paragonando la situazione attuale a quella di quattro anni fa, la maggior parte dei casi si sono registrati nei negozi di moda.

Per quanto riguarda le percentuali, i cali si sono presentati soprattutto in alcuni settori in particolare ossia:

  • giornali e articoli di cartoleria;
  • imprese attive nella vendita di torte, pane e carne;
  • libreria.

Una crescita invece è registrata in settori come:

  • impresa specializzate nella vendita di verdure e frutta;
  • negozi specializzati in pesci, negozi di distribuzione di bevande.

Nonostante si stanno affermando sempre di più gli e-commerce, i negozi fisici restano le soluzioni preferite dagli italiani. Sono maggiormente coloro che appartengono alla generazione “Y” a preferire gli e-commerce mentre pare che la generazione “Z” apprezzi soprattutto lo shopping nei negozi fisici.

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