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L’indice da monitorare per valutare lo stress dei mercati: utilissimo e troppo poco conosciuto

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Albert Verdese

Come ogni scienza e metodo, anche l’analisi dei mercati e dell’economia non può fare a meno di criteri razionali di valutazione. Questi aiutano a comprendere come sta andando, ed in parte come andrà, il Mondo. Per questo chiunque voglia tenere sotto controllo il livello complessivo di tensione sui mercati, dovrebbe conoscere alcuni strumenti.

D’altro canto, le scienze economiche sono anche comportamentali. Il ruolo delle aspettative, dell’euforia o della paura, è chiave. Per questo l’OFR (Financial Stress Index) è uno strumento utile. Ecco l’indice da monitorare per valutare lo stress dei mercati: ma quanto è stressato oggi il mercato?

Uno strumento di valutazione fondamentale

È semplicissimo osservare l’OFR: la grafica del sito è impattante e d’immediata comprensione. Mostra 5 indici di rilievo fondamentale nella comprensione dei mercati, ovvero lo stato di fiducia nel credito, la stabilità degli asset definiti sicuri, il timore della volatilità, la valutazione azionaria ed il finanziamento. A loro volta il livello di questi indicatori è dovuto a ben 33 fattori di rilevazione soggiacenti. Questi misurano la fiducia degli operatori di mercato: investitori, imprese di finanziamento e di prestito, manager, e via dicendo. D’altro canto, sono loro i primi che devono guidare le loro scelte sulla base dei tassi di valutazione, dello spread tra titoli di Stato etc.

Ad esempio, l’alto livello del 2015 fu dovuto a un evento poco noto nella cultura extra finanziaria, ma di tensione per i mercati: una svalutazione della valuta cinese aveva creato tensioni su tutto il mondo import-export.

Se il livello dell’indice è positivo, allora il mondo finanziario è sotto stress: c’è preoccupazione sulla volatilità, scarsa fiducia nella capacità di crescita dell’economia e dei titoli, sulla sostenibilità del debito etc. I parametri sono considerati per Stati Uniti, economie avanzate (Eurozona e Giappone) e Paesi in via di sviluppo o di recente sviluppo. Monitorare l’indice può essere uno strumento molto utile. Guardare i dati storici fornisce poi spunti illuminanti, come quelli sul presente.

L’indice da monitorare per valutare lo stress dei mercati: ma quanto è stressato oggi il mercato?

Ad esempio, ci potremmo chiedere come è stato l’andamento negli ultimi anni, visti gli eventi avversi. L’apice dello stress è stato toccato il 19 marzo 2020; da quel giorno l’indice ha visto abbattere i propri livelli, indicando una chiara fase di serenità nonostante la pandemia in pieno corso di svolgimento. Il motivo? Fu proprio quel giorno che la Commissione europea adottò il cosiddetto Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno delle economie (anche conosciuto come temporary framework).

In parole povere, gli aiuti di Stato dei Paesi dell’eurozona potevano intervenire senza limiti per tamponare la situazione emergenziale. Questo rende chiaro quanto sia importante il mercato europeo e la stabilità dei Paesi membri nel mercato mondiale. Ma oggi a che livello siamo? Nonostante le tensioni geopolitiche, e le perduranti guerre commerciali, l’indice evidenzia un rassicurante -1.825: la pressione su valutazione azionaria, credito, finanziamento, asset sicuri e volatilità sembra sotto controllo.

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