Anche la promozione in Serie A può causare dei contraccolpi economici e forse un vecchio film aveva ragione.
Tra i film dedicati al mondo del calcio, uno di quelli sicuramente più iconici è “L’allenatore del pallone”. Il Presidente della Longobarda alla fine chiede a Oronzo Canà di perdere volutamente, in modo tale da poter limitare le spese.

Il problema è che a ben guardare non sembra nemmeno avere tutto questo torto. Il Presidente della Longobarda era solo un personaggio di fantasia, ma la verità è che i dati che riporta Report Calcio FIGC sono evidenti.
27 milioni in più per gli stipendi: che botta la promozione
Si sa che i miracoli sportivi possono accadere in Serie B, ma poi in A serve spendere. Per questo motivo è vere che in un certo senso i guadagni possono derivare, anche solo per i diritti tv e premi, a 37 milioni, ma non è così.

Le stime infatti parlano di un impatto degli stipendi di 17 milioni, per spese minime di circa 27 milioni. Dunque ne rimarrebbero solo 10, il che spiega anche il perché siano molto frequenti i continui sali e scendi tra A e B.






