Perché si parla tanto di probabile crollo in borsa? E Quanto c’è di vero? Da quando la Fed ha invocato lo spettro del tapering sui forum e sulla stampa specializzata e non si ricomincia a parlare di crollo in borsa.
Ma quanto c’è di vero? È opinione diffusa che siamo alla fine di un ciclo, il cosiddetto ciclo del denaro facile. E dalla crisi del 2008 che la Banca Centrale Americana è stata messa sotto accusa di non aver fatto abbastanza per prevenire il crollo dei subprime. Durante quella terribile crisi la Federal Reserve è stata accusata di tutto punto molti analisti hanno detto che avrebbe dovuto intervenire con più fermezza e questo ha creato i presupposti per quello che sarebbe successo negli anni a venire. Dal 2009 in poi infatti la Federal Reserve ha creato una situazione di denaro facile che ha permesso alle aziende americane di fare i cosiddetti buybacks vale a dire l’acquisto di azioni proprie.
Questo unito ad altri fenomeni collegati ha fatto sì che il valore delle azioni crescesse sempre e secondo molti analisti anche troppo. I tassi di interesse a 0 hanno permesso alla borsa di crescere illimitatamente e il covid ha fatto il resto costringendo la banca ad essere ancora più accomodante. Ma adesso quell’epoca sembra finita. Cosa succederà adesso? Tutto è nelle mani della fede starà all’istituto centrale americano ridurre gli acquisti e cominciare ad alzare i tasti con estrema gradualità senza aggiungere mai al punto di far spaventare troppo il mercato. Il mercato segue le mosse della Fed con un’attenzione isterica e basterà un passo falso della Banca Centrale per far saltare tutto.
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E’ chiaro che tanti fattori possono impattare sulle dinamiche della borsa, ma attualmente, a dispetto del covid, quella che sembra più forte è legata alle decisioni della Fed.
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Vedremo come saprà far ingoiare ai mercati l’amarezza del tapering.
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