Gli NFT stanno cambiando (in meglio) il cinema. E ora tutti possono farlo

Quante volte abbiamo letto di grandi maestri della storia del cinema che non riuscivano a produrre i propri film perché l’industria preferiva film più banali e di cassetta.

È un po’ il dramma che ha attraversato le carriere di tutti i grandi registi. Ma anche talentuosi giovani cineasti magari apprezzati da un pubblico di nicchia non riuscivano mai a far decollare i propri film e le proprie carriere. Questa in un certo senso è stata sempre la maledizione del cinema. Un’arte negletta rispetto alle altre perché ancorata agli incassi, ai biglietti e dunque di conseguenza al grandissimo pubblico. Quindi chi si orientava verso le produzioni più banali e commerciali veniva premiato; chi cercava di portare idee nuove, creative e fresche veniva inevitabilmente stroncato da un sistema che non gradiva le opere che avrebbero avuto un pubblico troppo ridotto.

Opere d’arte con un valore unico

Con gli NFT questo cambia completamente. Perché gli NFT trasformano la scena di un film o anche gli oggetti utilizzati per realizzarlo in opere d’arte virtuali assolutamente uniche e con un valore intrinseco. Ecco che allora il cinema può come per magia rientrare in quelle dinamiche che hanno sempre caratterizzato le altre forme d’arte. Vale a dire gli artisti di qualità possono anche essere per pochi ma l’importante è che possano guadagnare da quei pochi.

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Ma nel cinema non è mai stato così perché un biglietto vale l’altro, una videocassetta vale l’altra un DVD vale l’altro eccetera.

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Ma con gli oggetti unici virtuali della blockchain, finalmente si raggiunge quella unicità del prodotto. Ciò significa anche introiti e già tante piccole produzioni di culto ne stanno per fortuna approfittando.