Elenchi di parole inventate pagate milioni: è Loot, l’ultimo delirio blockchain

Una piattaforma fantasy dove partecipare ad un gioco di ruolo collettivo. Un passatempo innocuo per appassionati di RPG ad argomento fantastico. Ma qui è tutto un po’ diverso.

C’è di di mezzo la blockchain e degli oggetti virtuali che possono passare di mano tramite trattative uniche. Questi oggetti virtuali (null’altro che elenchi di parole) cominciano a crescere di valore e a valere cifre folli. Che senso ha? Nessuno. Una volta c’erano i tulipani, oggi… un po’ di tutto purchè sia reso unico dalla blockchain. Loot nasce come 1600 Blitmap, cioè 1600 immaginine minuscole, simili che dovrebbero rappresentare altrettanti personaggi con i quali gli utenti dovrebbero costruire storie di un immaginario universo narrativo. Ovviamente queste immaginine bitmap cominciano a passare di mano ed ha valere cifre ridicolmente assurde. Oggi la più abbordabile costa quali 100.000 dollari: complessivamante la capitalizzazione di tutto ciò oggi è pari a 180 milioni di dollari. A questo mondo si aggiungono degli elenchi di parole che corrispondono ad armi dei guerrieri… va bene, lasciamo stare. Tanto è tutto assurdo e pretestuoso. Tutta questa fuffa regge, finché regge.

Crescita senza senso

Ogni grande scoppio di bolla speculativa è stato preceduta da una fase di euforia irrazionale nella quale si credeva che qualcosa di nuovo/moderno/innovativo sarebbe cresciuto all’infinito e più i prezzi erano assurdi più persone si buttavano. L’esempio classico che si fa nelle facoltà di economia è quello dei tulipani. Qualche secolo fa tutti si convinsero che i tulipani fossero l’investimento perfetto e i loro prezzi crescevano in modo assurdo. Insomma come la blockchain adesso fino allo schianto finale. La stessa smania colpì gli investitori per le azioni (crollo del 29) dot com (crollo omonimo), ecc. E’ un fatto ciclico.

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Ora nessuno sa se queste grandi scommesse che sono gli oggetti blockchain subiranno un salutare ridimensionamento separatamente o se ci sarà uno schianto secco.

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Nessuno lo sa, ma certamente non si può pensare che il mondo si saturi di oggetti virtuali il cui prezzo va solo in una direzione.