Il ruggente dragone cinese comincia a scricchiolare. Evergrande è il secondo più grande sviluppatore immobiliare della Cina ed è un gruppo che possiede tutto e di tutto.
Alcuni articoli occidentali lo stanno dipingendo come una sorta di grandissima impresa edile ma è un gruppo davvero potente e diversificato anche se focalizzato sull’immobiliare. Oggi è schiacciato da un debito colossale 305 miliardi. Una situazione potenzialmente esplosiva per la Cina. Ma è giusto connetterla a due altri fatti. Il primo è il colosso dell’ecomerce Gearbest (tanti anche in Italia i suoi clienti) che da giorni ha il suo sito offline. Non si sa perchè ma ormai più nessuno crede al disguido tecnico. Girano voci incontrollate.
Forse la corporation che lo possiede e fallita. Voci incontrollate, chiaro? Non c’è nulla di ufficiale. Nulla di chiaro. Alcuni analisti temono che il dragone stia cominciando a scricchiolare e che questi siano solo i primi scricchiolii. Ma forse il caso Evergrande è da ricollegare a quella temutissima bolla immobiliare contro la quale pochi ma buoni stanno mettendo in guardia. La BCE molto timidamente ogni tanto ricorda il problema e da ultimo Bullard della Fed ha detto che si sta sottovalutando pesantemente questo enorme problema. Bullard ha detto che teme lo scoppio della bolla e pregava la sua Fed di iniziare immediatamente col tapering. E se lo scoppio fosse partito proprio da Evergrande? E se quei valori dell’immobiliari disallineati dalla realtà avessero iniziato a manifestare la loro fragilità dal gigante asiatico?
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Oggi nessuno può dire se Evergrande può essere il too big to fail asiatico immolato dallo scoppio di una nuova bolla immobiliare o semplicemente un grosso problema circoscritto alla Cina.
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Certo è che chi ci sta mettendo in guardia anche autorevolmente dalla bolla, viene pesantemente ignorato e questo non è molto lungimirante.
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