Oggi le borse sembrano respirare, ma Morgan Stanley avverte: attenzione in arrivo crollo del 20%.
Ieri sui mercati di tutto il mondo è stato un autentico massacro. Le borse sono state in calo pesante un po’ ovunque e persino presunti beni di rifugio come le criptovalute si sono inabissate addirittura del 10%. I timori che il default del gigante Evergrande potessero da un lato fa tremare l’economia cinese e dall’altro annunciare lo scoppio della bolla immobiliare sono stati davvero letali. Ulteriore nervosismo è stato aggiunto dal fatto che questa settimana c’è la riunione della Fed ma anche le riunioni di tanti altri grandi decisori internazionali. Insomma alla fine di questa settimana si capirà se e quando parte effettivamente il tapering.
In realtà per gli analisti è più che altro una questione di quando e non di se. Oggi le borse sembrano respirare e aprono in territorio moderatamente positivo. Questo vale sia per le borse europee che per i futures di quelle americane. Ma a parte il fatto che si tratta semplicemente di un rimbalzo tecnico, c’è il problema che Morgan Stanley richiama tutti alla realtà: con le condizioni alle quali siamo, un crollo del 20% della borsa è assolutamente possibile anzi probabile. Il nodo di fondo rimane quello dell’inflazione. Nella retorica della Fed ma anche delle altre banche centrali di questa settimana si capirà quanto sono disposte ad ammettere l’inflazione e quanto no. Quanto timore hanno di scontentare, cioè, i mercati.
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Le banche centrali continuano a negarla ma i numeri dicono qualcosa di diverso e ce ne stiamo accorgendo sulle bollette ed in generale sui beni di consumo e non solo.
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Dunque quando le banche centrali saranno costrette ad affrontare la realtà, cosa arginerà il tapering e relativo crollo?
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