De Guindos (BCE) dice che l’inflazione è la prima preoccupazione. Ma si continua a non agire

ll tema più caldo è sempre l’inflazione. Se ne parla per il rincaro delle bollette.

Se ne parla per il rincaro della benzina che in Inghilterra è diventato drammatico. Se ne parla perché i beni al supermercato iniziano a costare di più. Il problema vero è che l’inflazione è una stagione assai complessa nella quale siamo entrati e che avrà una durata imprecisata. Erano mesi che si registravano le possibili avvisaglie di un impennata dei prezzi ma le banche centrali hanno sempre fatto spallucce. Sia la Federal reserve americana che la Banca Centrale Europea hanno continuato a sostenere che l’inflazione non era un problema. Sostenevano infatti che era minima e comunque sia sarebbe subito passata. Quando l’industria dell’auto ha cominciato ad annunciare pesanti tagli alla produzione a causa della penuria dei chip più di qualcuno ha cominciato a preoccuparsi. Quello che è successo nelle ultime settimane è noto a tutti.

Nessuno ad arginarla

Una fiammata dei prezzi dell’energia assolutamente esplosiva. Tutti gli analisti ritengono che gas e petrolio continueranno a salire che tutte le materie prime continueranno a salire. Tra l’altro gli sperati aumenti di produzione dell’opec non sono arrivati e questo rende l’inflazione ancora più robusta. I consumatori giustamente si chiedono che cosa si sta facendo contro l’inflazione. I governi offrono delle risposte punto sostanzialmente queste risposte sono dei ristori che in qualche modo dovrebbero andare a compensare gli aumenti sulla bolletta. Ma qui ci sono due ordini di problemi. Innanzitutto gli aumenti non ci sono solo sulla bolletta. Infatti l’inflazione è un fenomeno sistemico che tocca tutto indiscriminatamente.

Il numero due della BCE interviene, ma di tassi non si parla

Ma poi il problema vero è che la risposta non dovrebbe proprio arrivare dai governi, ma dovrebbe arrivare dalle banche centrali. E’ la banca centrale che ha il potere di frenare l’inflazione aumentando i tassi. Tuttavia guardando la comunicazione anche recentissima delle principali banche centrali del mondo continua a sembrare che per loro l’inflazione non esista. De Guindos della BCE ha detto che la banca sta monitorando con attenzione il fenomeno. Ma che poi ciò si trasformi in qualche azione è assai difficile. Insomma di tassi non si parla mai.

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Di inflazione non si parla quasi per niente ed è sempre in fondo alle priorità. Non ci sono particolari ragioni per credere che ad un certo punto le banche centrali cambieranno rotta.

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È vero che almeno che l’inflazione diventa più drammatica avranno meno possibilità di ignorarla. Ma ciò non toglie che il rischio e che si intervenga in modo inefficace.