La crisi energetica e la crisi dei chip stanno mettendo a dura prova l’economia molto più di quanto non si voglia ammettere.
La crisi energetica abbassa il potere d’acquisto delle famiglie e blocca la capacità di produrre delle aziende ma soprattutto ha un andamento attualmente imprevedibile dato che gas e petrolio aumentano di giorno in giorno. La crisi energetica costringe le aziende a produrre a prezzi più elevati, ma con margini più bassi. A ciò si aggiunge contemporaneamente la crisi dei chip. Inizialmente era stata raccontata come un fatto che poteva avere impatto soltanto sull’industria dell’automobile. Ma oggi ci rendiamo che questa era una ricostruzione piuttosto ingenua. I chip vengono usati in ogni tipo di industria e di conseguenza la crisi dei chip è una crisi davvero trasversale e praticamente non c’è nessun settore industriale che ne sia esente. Ha fatto scalpore la notizia che Apple è costretta a tagliare la produzione degli iPhone eppure questa notizia, benché clamorosa deve stupire fino ad un certo punto.
Il nostro mondo sta diventando sempre più tecnologico ed una strozzatura sul fronte dei chip ha conseguenze sistemiche fortissime. Sono infatti molteplici le aziende che denunciano problemi nella catena degli approvvigionamenti e delle possibilità concrete di sviluppare i propri prodotti. D’altra parte se l’energia costa sempre di più come possono le aziende riuscire a mantenere degli utili? O facendo rincarare i loro prodotti oppure erodendo gli utili. Se a ciò si somma anche una ridotta capacità produttiva ecco che si capisce come persino un colosso come Apple cominci ad essere in affanno.
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Ma Apple ha margini enormi, tuttavia altre aziende non riusciranno a reggere con altrettanta disinvoltura.
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Queste due crisi si rafforzano a vicenda e impattano sullo scenario inflazionistico che si sta sviluppando.
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