Reddito di cittadinanza, ammortizzatori sociali e cashback: ecco la manovra

Con la bozza della manovra si comprende finalmente l’entità della stretta sul Reddito di cittadinanza, ma anche su altre questioni.

Il Reddito di cittadinanza era nel mirino del Governo e questo lo si sapeva. Nessuno credeva veramente all’abolizione chiesta a gran voce da Lega e renziani, ma una stretta era attesa ed è arrivata. Innanzitutto si perde il Reddito dopo due lavori rifiutati e non più tre. Questa è la primissima novità che rende più facile perdere quel sussidio che sta permettendo a tante famiglie di andare avanti ma che ha alimentato anche tanti scandali. Dopo i primi sei mesi il RdC subisce un taglio di 5 euro al mese. Il taglio non si applica se nel nucleo familiare ci sono minori di anni 3 o persone con disabilità, oppure quando un componente del nucleo familiare inizia effettivamente un lavoro. Il Governo parla di stretta sui controlli ma anche di un piano per favorire l’effettivo inserimento nel mondo del lavoro, ma su questo punto è lecito avere dubbi.

Ammortizzatori sociali e cashback

Arrivano 4,5 miliardi per gli ammortizzatori sociali e c’era molta attesa sulle mosse del Governo in merito a questo tema. Innanzitutto ora è chiaro che anche le imprese sotto i 5 dipendenti potranno beneficiarne. Per quanto riguarda la Naspi viene estesa ai lavoratori discontinui con un decalage dal sesto mese, che però diventa l’ottavo mese per chi ha 55 anni. Tutti i datori di lavoro al di sopra della fascia del 15 dipendenti, poi, beneficeranno della Cigs. Niente da fare per il cashback, misura di bandiera dei 5 Stelle che Draghi aveva fatto capire fin da subito di non amare.

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Molti speravano in un ritorno sia pure in forma ridotta ed il Ministro Franco aveva fatto intendere che forse qualche spiraglio c’era, ma invece non si è concretizzato nulla.

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Ora arriva la conferma ufficiale dello stop.