C’è penuria di materie prime, ma presto potrebbe esserci persino penuria di Bitcoin.
La creazione di nuovi Bitcoin, il cosiddetto mining, ha bisogno di tantissima energia ma anche di tantissimi macchinari complessi e costosi. Insomma, la penuria di energia e la penuria di microchip, potrebbero uccidere il mining e così i nuovi Bitcoin arriverebbero sul mercato veramente con il contagocce. A quel punto potrebbe scatenarsi una vera e propria corsa all’accaparramento delle monete virtuali esistenti. E’ questo uno scenario che potrebbe svilupparsi nei prossimi mesi. La crisi dei chip era stata in un primo tempo sottovalutata, ma ormai è chiaro che la penuria di microcircuitistica risulta veramente forte e pesante e sta mettendo nei guai tanti comparti industriali. È impossibile dire attualmente, quanto questa penuria di chip possa danneggiare il mining, ma sicuramente lo sta già rendendo più complesso e difficoltoso. Se i costi dell’energia e le difficoltà di accaparrarsi i chip dovessero salire oltre una certa soglia c’è la possibilità che la crescita del Bitcoin già molto sostenuta possa letteralmente esplodere.
Infatti abbiamo sempre dato per scontato che nuovi BTC sarebbero arrivati con relativa facilità a poter soddisfare i desideri di acquisto di tutti i potenziali investitori. Ma se così non fosse? Se diventassero difficili da produrre? In effetti questo sarebbe un interessante caso di strozzatura della catena produttiva. Certo, la catena produttiva virtuale di un bene virtuale, ma anche di grande valore. Anche in questo caso l’offerta precipiterebbe e la domanda (alimentata da pressioni speculative) aumenterebbe in modo sproporzionato. Fantascienza o realtà? In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un radicale cambio di prospettiva nei confronti dei microchip.
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Prima nessuno ci pensava, ma oggi iniziano ad essere considerati un bene di importanza strategica dagli stati.
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Ed un editoriale su Bitcoin Magazine sottolineava come per gli stati sarebbe pericoloso essere a secco di petrolio virtuale (ovvero Bitcoin). Staremo a vedere.
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