L’inflazione è in aumento in tutti i paesi della zona euro.
Ma in realtà è un fenomeno globale che sta colpendo prima di tutto il settore energetico, ma anche a cascata tantissime materie prime. Questo sta zavorrando la crescita economica perché comprime la capacità di spesa dei consumatori. Tante aziende non ce la fanno a stare dietro ai costi e così sempre più associazioni degli industriali chiedono al governo ed alle autorità europee di fare qualcosa. Sgonfiare un fenomeno inflazionistico è difficilissimo. Anzi, in realtà gli strumenti più efficaci ce li hanno le banche centrali. Aumentando i tassi potrebbero certamente stroncare o comunque rendere la vita difficile all’inflazione. Ma le banche centrali hanno timore ad utilizzare questo strumento e probabilmente lo utilizzeranno tardi e pochissimo.
Sul banco degli imputati arrivano dunque i bonus e i vari aiuti statali erogati un po’ da tutti gli stati in piena pandemia. Durante la pandemia c’era la necessità di far riprendere l’economia duramente provata dal lockdown. Ma questi soldi erogati a pioggia si sono probabilmente (in parte) trasformati in inflazione. Ma allora se l’inflazione dovesse continuare a crescere, quanto potranno durare questi strumenti che, anche se sono stati utili in passato, rischiano adesso soltanto di far gonfiare i prezzi e di strangolare le filiere? Si sa che i bonus sono molto amati dalla gente, ma se rischiano di avere un effetto boomerang sul fronte dell’inflazione, i governi pian piano non saranno costretti a fare i conti con questo ed al limitarli o a chiuderli del tutto?
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Le richieste alle autorità europee per frenare l’inflazione si fanno sempre più pressanti e non è dato attualmente sapere in quale modo questo potrà essere fatto.
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Tuttavia non ci stupiremmo se l’Unione Europea cominciasse a predicare austerità anche sul fronte dei bonus.
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