Influencer: le armi segrete di quelli che guadagnano di più

Le società di social media marketing tracciano una sorta di identikit dell’influencer ideale.

Lo fanno nell’ambito di whitepaper o di eventi aziendali o alle volte tramite loro blog. Decisamente ormai possiamo dire che esistono alcuni punti fermi assodati. Vediamo quali sono. Le società di social media marketing denunciano come gli aspiranti influencer siano ossessionati dal numero di follower. Secondo loro questo è sbagliato. Un influencer che cresce e che ha un valore per il mercato è quello che cura l’engagement. Vediamo che cosa è. L’engagement è il grado di coinvolgimento dei fan con l’influencer. O anche si può definire la percentuale di interazione con i post dell’influencer stesso. È questo ciò che le società di social media marketing ripetono sempre di curare.

Essere parte di una comunità coinvolgente

Una vera interazione con la propria base di fan. Il fan non deve sentirsi come lo spettatore di un programma televisivo, ma come parte di una comunità che in un certo senso lo coinvolge. In secondo luogo, un altro aspetto che le società di social media marketing non mancano mai di sottolineare è l’autenticità della storia che si racconta. Un influencer sostanzialmente racconta la sua storia, racconta se stesso. Non è l’attore di un film, ma somiglia più all’autore di un diario. Dunque quanto più il personaggio sarà finto e artefatto, tanto più difficilmente il pubblico si identificherà con esso. Ma non basta. Un personaggio finto si può reggere per un po’ di tempo, ma dopo un po’ mostra delle crepe.

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Dunque l’autenticità è garanzia di coinvolgimento e di durata nel tempo.

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Trarre ispirazione da altri influencer può essere una cosa positiva, ma questa ispirazione non deve essere un plagio e comunque va calata nella propria individualità.