Ecco come fare la spesa con l’inflazione: i rincari non sono tutti uguali

L’inflazione è tornata a colpire come non succedeva dagli anni’90.

Lo dicono i numeri. Presentata dapprima come un fenomeno legato alla bolletta ed alla benzina. Oggi ci rendiamo conto che il fenomeno dell’inflazione (che avevamo quasi dimenticato) è tornato a colpire. Ma difendersi si può e si deve. Vediamo come. Gli italiani tendono ad essere molto abitudinari quando fanno la spesa. Abitudinari sia sul fronte del supermercato preferito, che sul fronte dei prodotti da comprare. Questo secondo gli esperti costa assai caro. Perché tenendo d’occhio i volantini delle offerte di vari supermercati (con le app è facile) si può usufruire di sconti anche notevoli. Questa abitudine è più radicata in altri paesi europei che in Italia, ma consente di risparmiare tanto. Poi è importante acquistare lo stretto necessario e non fare provviste inutili. Se ci accorgiamo che gettiamo via del cibo, questo è il segnale che calibriamo male la quantità di articoli che acquistiamo.

Le aziende non trattano i rincari in modo uguale

Poi gli esperti non si stancano mai di ripetere che non bisogna fare la spesa a stomaco vuoto. Diventiamo meno razionali quando abbiamo fame e compriamo di più. L’inflazione colpisce le aziende in modo differenziato ed alcune possono trovare catene di approvvigionamento più economiche o possono decidere di voler assorbire maggiormente i rincari pur di accaparrarsi i clienti. Ecco perchè prendere in considerazione supermarket diversi e marche diverse è un’ottima abitudine. Fondamentale anche programmare entrate ed uscite per monitorare quello che si spende ed evitare spese impulsive e fuori luogo.

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Quando siamo al supermarket, poi, è assai importante non guardare sogli gli scaffali che sono ad altezza degli occhi, ma anche quelli più in alto e più in basso.

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In linea di principio ad altezza occhi, di norma non ci sono beni che brillano per convenienza. Ultimo, ma non per importanza: confrontare sempre i prezzi al chilo.