Le imprese italiane non possono reggere quarta ondata ed inflazione

In questo periodo nessuno sta ascoltando le imprese e le filiere produttive eppure stanno raccontando il dramma a cui andiamo incontro meglio di chiunque altro.

Mentre le banche centrali raccontavano la fiaba di un’inflazione inesistente dalle aziende dalle filiere produttive si lanciavano grida di allarme che qui su I Love Trading abbiamo puntualmente riportato. Le associazioni degli imprenditori denunciavano come produrre con questi rincari stava diventando impossibile e come presto molti di loro si sarebbero trovati costretti a sospendere la produzione e puntualmente questo fenomeno è già in atto. Contemporaneamente però, sull’Europa arriva l’ombra della quarta ondata di covid. La situazione si evolve momento per momento ed oggi esplode la notizia di un’Olanda che ha deciso tre settimane di lockdown e di una Germania con numeri talmente forti da essere praticamente ad un passo da nuove chiusure.

Gli imprenditori restano inascoltati

L’Austria ha deciso un particolare lockdown solo per i non vaccinati che sta creando tante polemiche. Ed anche le aziende italiane sanno che presto tardi i lockdown potrebbero arrivare anche qui. Le imprese italiane sono state gravemente provate dalle precedenti ondate di covid in una quarta ondata potrebbe essere davvero letale per un sistema produttivo che a fatica sta uscendo da una situazione assai precaria. Ma su tutto pesa la radicale sottovalutazione dell’inflazione. Un’inflazione capace già da sola di fermare o rallentare tante filiere produttive. Insomma le aziende italiane sono troppo fragili per reggere quarta ondata ed inflazione insieme e molte associazioni di imprenditori lo stanno sottolineando con grande forza. Poco o nulla ascoltate.

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Sarà estremamente importante monitorare l’evoluzione del covid nelle prossime settimane, ma anche qui da noi in Italia le chiusure non sono escluse e tanti comparti potrebbero entrare fortemente in sofferenza.

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Preoccupante la situazione in Russia ed est Europa dove i numeri sono già diventati difficili da gestire per le autorità sanitarie.