Ecco come l’inflazione genera disoccupazione: un meccanismo perverso

L’inflazione è tornata a colpire duramente l’economia italiana e più in generale l’economia mondiale.

Per le famiglie acquistare diventa più complicato. I rincari sono generalizzati e tanto la bolletta quanto gli alimentari al supermercato aumentano di prezzo. L’inflazione è un fenomeno globale che sta purtroppo attraversando tutti i comparti. Ma l’inflazione non rende la vita difficile soltanto ai consumatori, ma anche alle aziende. Tante aziende in Italia e all’estero hanno annunciato che rallenteranno o proprio sospenderanno la produzione a causa dei rincari. Per tante aziende infatti sta diventando sconveniente produrre con costi energetici così alti e con i costi delle materie prime che magari sono raddoppiati. Di conseguenza i sindacati lanciano l’allarme: lo sblocco dei licenziamenti e la produzione resa in tanti casi sconveniente economicamente dall’aumento delle materie prime possono far perdere tanti posti di lavoro.

Già tante aziende chiedono cassa integrazione

La Regione Lombardia da tempo ha affermato che tante fabbriche lombarde potrebbero proprio fermarsi a causa dei rincari e ha chiesto con forza al governo e all’Unione Europea di fare qualcosa. Ovviamente la situazione non è legata alla sola Lombardia e tante imprese italiane rischiano di fermarsi con ovvie ricadute sull’occupazione. Di conseguenza oggi tanti posti di lavoro risultano a rischio in quelle imprese che temono di dover rallentare la produzione o che già l’hanno rallentata o proprio sospesa. Dunque la minaccia dell’inflazione colpisce gli italiani in tanti modi diversi e non soltanto nel fare la spesa. Purtroppo autorità nazionali e internazionali stanno sottovalutando questa minaccia e stanno agendo troppo poco per arginarla.

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Un caso emblematico è il distretto tessile di Prato che rischia di fermarsi del tutto.

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Ma tante realtà italiane già stanno chiedendo la cassa integrazione perchè prevedono tagli alla produzione.