BCE accerchiata: se non cambia rotta, l’inflazione ci strangolerà

La Banca Centrale Europea continua a dimostrare la sua politica ultra accomodante, ma riceve sempre più critiche.

Da qualche mese l’inflazione ha cominciato ad impennarsi in tutto il mondo. Il prezzo del petrolio e del gas naturale crescono, ma crescono anche il caffè l’alluminio e tantissime altre materie prime. Per le aziende sta diventando sempre più difficile produrre e progressivamente i rincari si trasferiscono sull’utente finale. Fare la spesa diventa sempre più difficile per gli italiani e nel resto del mondo non cambia granché. La Banca Centrale Europea sul tema dell’inflazione però sta mantenendo una politica assai pericolosa. Per mesi ha negato che l’inflazione ci fosse. Poi è passata a definirla un fenomeno leggero e transitorio e nelle ultime comunicazioni sta riconoscendo finalmente la gravità dell’inflazione. Ma continua a sostenere che non farà nulla per arginarla. In realtà la Banca Centrale Europea potrebbe fare tantissimo per arginarla, vale a dire utilizzare una politica monetaria più restrittiva.

Sta sottovalutando l’inflazione

Tuttavia la BCE ha paura dell’effetto che questo potrebbe avere sulla ripresa, ma anche sulle borse. Una politica monetaria più restrittiva ed un rialzo dei tassi farebbero certamente sgonfiare l’inflazione e darebbero respiro a famiglie ed imprese ma potrebbero far deragliare quelle borse ormai davvero troppo gonfiate dai tassi a zero mantenuti per per anni. La Banca Centrale continua ad ostentare fiducia nella sua politica da colomba, ma specialmente dalle autorità tedesche piovono sempre più critiche. In realtà è un po’ da tutta Europa che vengono critiche all’indirizzo della Banca Centrale Europea perché inflazione sta danneggiando produzione consumi sempre di più.

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In effetti è forte la sensazione che ad un certo punto sarà costretta dagli eventi proporre una politica più restrittiva.

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Anche Morgan Stanley ha questo timore.