Covid, inflazione e tapering: la tenaglia che può far crollare le borse

I mercati internazionali sono in tensione.

I rialzi continuano ma c’è la chiara percezione che il diffondersi del covid potrebbe mandare tutto all’aria. La Francia e la Germania hanno positivi e morti in continua crescita. I governi dei due paesi sanno che presto potrebbero essere costretti al lockdown, ma vogliono evitarli a tutti i costi. Vediamo perchè. La ripresa in questi due fondamentali paesi europei è giudicata fragile ed inferiore alle attese, specie in Germania. Delle nuove chiusure potrebbero fermare quella fragile ripresa che comunque già sta rallentando. La paura di nuovi lockdown rende difficile la programmazione della produzione aziendale. Ma non basta. I continui rincari dell’energia e delle materie prime stanno consigliando a tanti imprenditori di rallentare o sospendere delle linee di produzione. E’ dunque questo il dubbio che attanaglia i mercati.

Una tenaglia

Si arriverà a chiudere? Per quanto? E dove? In sostanza, ci sarà modo di evitare che la produzione di fermi? Difficile fare previsioni anche perchè i numeri cambiano in continuazione. Le imprese chiedono aiuti e supporti dai governi per reggere all’inflazione, ma in realtà, gli esecutivi possono fare ben poco. Le imprese sono l’anello debole. Sanno che la produzione ai livelli attuali presto potrebbe diventare insostenibile a causa di chiusure e rincari e non sanno che pesci prendere. I mercati da parte loro continuano a salire anche se mostrano segni interlocutori. Ma l’unica cosa che li tiene su sono le politiche ultra accomodanti delle banche centrali. Ma le banche centrali e soprattutto la BCE sono sempre più sotto attacco per questo.

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Francia e Germania cercano in ogni modo di contenere i contagi con vaccinazioni a tappeto ed imponendo restrizioni, ma non si sa quanto ciò potrà funzionare.

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Il timore è che le banche centrali non potranno più offrire il supporto alle borse offerto sino ad ora. Il tapering Fed e le pressioni sulla BCE potrebbero legare le mani alle banche centrali.