L’inflazione spaventa persino la BCE che programma un blocco del Pepp

Un piccolo ma significativo cambio di passo per la Banca Centrale Europea che certifica come l’inflazione sia un problema ormai difficile da gestire.

I livelli di inflazione in Europa ed in tutto il mondo sono veramente alti e questo sta cominciando a spaventare i mercati. Le banche centrali per mesi hanno negato con forza il fenomeno in corso dicendo e ripetendo che non c’era nessun aumento dell’inflazione. Quando non hanno più potuto negarla, hanno cominciato a sostenere che fosse leggera e transitoria. Il dogma restava sempre quello di tenere i tassi a zero di rimandare il tapering e di non scontentare le borse che molti ritengono ormai in bolla. Troppi anni di tassi a zero hanno portato le borse a livelli abnormi ed ormai le banche centrali hanno paura di alzare i tassi o comunque di intraprendere una politica economica più restrittiva perché temono che la presunta bolla sui mercati possa scoppiare.

Ormai non si può più negare

D’altro canto temono anche che adottando una politica più restrittiva ciò possa essere negativo per la ripresa. Tuttavia ormai si sono rese conto che continuare a negare l’inflazione stava diventando assurdo e paradossale e così persino la BCE ha dovuto ammettere l’evidenza di un fenomeno inflazionistico preoccupante ed ha annunciato il probabile congelamento del Pepp a marzo. Tuttavia probabilmente l’inflazione è così grave che ciò non basterà e si dovranno intraprendere misure più veloci e più nette. Anche dall’altra parte dell’Atlantico ormai la Fed ha dovuto prendere atto del fenomeno. Paradossalmente la conferma di Powell, ha coinciso con un cambio di passo della Fed.

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Nulla di eclatante, ma gli istituti centrali iniziano a dimostrare che senza una stretta contro l’inflazione, questa potrebbe facilmente andare fuori controllo.

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La via delle banche centrali è molto stretta, ma attualmente con le borse che battono sempre nuovi record, il problema dell’inflazione galoppante appare decisamente più pressante.