Banche centrali: ora anche una virgola fuori posto può far stornare le borse

Per anni le banche centrali hanno viziato i mercati con politiche monetarie ultra espansive.

Quantitative Easing protratti all’infinito e tassi bassissimi hanno permesso alle borse di tutto il mondo di giungere a valori che molti definiscono senza esitazioni da bolla. Con l’arrivo del covid-19, poi, queste condizioni si sono ulteriormente allentate e i tassi sono finiti letteralmente a zero. Tutto questo è stato possibile perché l’inflazione nonostante le politiche espansive rimaneva stranamente bassa. Oggi però l’inflazione sta crescendo in tutto il mondo. Il ritmo e l’intensità di questa fiammata inflazionistica ormai sono innegabili. Le banche centrali hanno provato a negare e sminuire per mesi. Ancora oggi la BCE parla di fenomeno transitorio. Eppure nell’ultima settimana qualcosa nella retorica delle banche centrali è cambiata. Per la prima volta si avverte nella comunicazione di Federal Reserve e BCE che negare l’inflazione è diventato impossibile. In realtà l’inflazione è stata ammessa già da qualche mese, ma sempre incorniciata nella retorica di una situazione non preoccupante e transitoria.

Una via stretta

Oggi invece la BCE dice che a marzo il Pepp potrebbe terminare e le minute della Federal Reserve dicono che la banca è pronta persino ad aumentare i tassi. È una situazione delicatissima perché le banche centrali devono oggettivamente fronteggiare un’inflazione diventata veramente troppo alta e minacciosa. D’altra parte se dovessero offrire la percezione di essere diventate un po’ troppo falchi Relativamente ai gusti del mercato le borse potrebbero stornare o letteralmente crollare punto di conseguenza alle banche centrali spetta un compito delicatissimo è difficilissimo fronteggiare l’inflazione da un lato senza far temere ai mercati che ci sia la possibilità di interventi drastici in senso restrittivo. Una strada strettissima quindi dove nella quale è facilissimo eccetera in un senso o nell’altro.

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Sicuramente le banche centrali hanno fatto indispettire molti in questi mesi ostinandosi a sminuire l’inflazione.

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Tuttavia certamente oggi basta una virgola fuori posto nella loro comunicazione per mandare nel panico i mercati.