Il 16 dicembre 2021 scadeva il termine per il pagamento dell’IMU.
Una tassa assai odiata dagli italiani, eppure ovviamente una tassa da pagare esattamente come tutte le altre. Ma tanti italiani in difficoltà non hanno potuto versare questa imposta all’erario. Vediamo che cosa succede, cosa rischiano e come possono mettersi in regola. Tra l’altro a causa di alcuni scioperi del personale bancario, taluni italiani hanno lamentato di non essere stati materialmente in grado di effettuare il pagamento. Ma vediamo che succede per quei cittadini che non sono stati in grado di pagare l’IMU entro il 16 dicembre. Il comune di riferimento entrerà in contatto con il contribuente che non ha pagato l’IMU mediante un avviso di accertamento esecutivo. Con questo strumento il comune intende riscuotere sia le somme per le quali non c’è stato il pagamento, ma anche sanzioni ed interessi.
Ma il cittadino che sia in difficoltà può chiedere una mano al Comune? La legge dice di sì: il cittadino può chiedere una rateizzazione di quanto deve. Tuttavia per chiedere questo aiuto al Comune deve dimostrare di essere effettivamente in difficoltà dal punto di vista economico. Le rate possono arrivare fino a 72 mensili ma sono proporzionali all’importo da versare quindi maggiore sarà l’importo e maggiori saranno le rate. Sempre che ovviamente si dimostrino le difficoltà economiche. Ma oltre alla rateizzazione c’è anche il ravvedimento punto il ravvedimento consiste nel pagare con una certa celerità, ciò che non si è pagato. In questo caso vale la regola che più veloci si è nel pagare e meno si paga. Ma vediamo analiticamente come funziona il ravvedimento. Se avviene entro 14 giorni, si pagherà un interesse pari allo 0,1% al giorno.
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Ravvedimento tra il 15° e il 30° giorno: l’interesse sarà l’1,5%. Tra il 30° e il 90° giorno scatta l’interesse all’1,67%.
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Se il ravvedimento avviene entro l’anno c’è un interesse del 3,75%.
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