Buoni fruttiferi postali dicembre 2021: migliori e peggiori. Occhio ai termini

I buoni fruttiferi postali sono certamente un investimento che oggi gli italiani stanno prendendo in seria considerazione.

Diciamo che i buoni fruttiferi postali sono stati sempre un investimento molto amato dagli italiani e i motivi sono chiari. I rendimenti non sono astronomici, ma la tranquillità è tanta punto e di questi tempi con l’inflazione che galoppa, difendere i propri risparmi dall’erosione del potere d’acquisto è certamente una scelta giusta. Ma i buoni fruttiferi postali non sono tutti uguali. Vediamo di capire meglio. Il Covid ha reso la situazione economica molto incerta per tanti e ci stiamo progressivamente abituando a questa complessa situazione di indeterminatezza. Ma oggi è arrivata anche l’inflazione ad erodere i risparmi e quindi gli italiani stanno cercando di capire quali siano i buoni fruttiferi postali migliori per loro. Dunque la volontà di andare verso i buoni fruttiferi postali c’è ma il problema è che sono tanti e allora qual è quello più conveniente?

Il migliore e perchè sceglierlo

Secondo gli esperti quello più conveniente attualmente è il cosiddetto 4 x 4. I motivi sono molteplici. Oltre ad avere tutti i classici vantaggi dei buoni fruttiferi postali consente di avere anche interessi più elevati rispetto agli altri prodotti proposti da Poste Italiane. Dura ben 16 anni, dunque un orizzonte piuttosto lungo. Tuttavia questo non deve spaventare per due motivi. Prima di tutto è garantito dallo Stato italiano ed in secondo luogo in qualsiasi momento si possono richiedere i soldi. È un buono fruttifero alla portata di tutti perché costa solo €50. Di conseguenza sì possono investire €50, €100, 150 e così via. Ma gli interessi quando vengono riconosciuti? Gli interessi vengono riconosciuti dopo un quadriennio.

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Dunque se si esce alla fine del quadriennio si percepiscono gli interessi e se si esce durante il quadriennio si è sempre liberi di farlo, ma non si ha diritto agli interessi di quel quadriennio.

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Ma di quelli precedenti, sì. L’interesse annuo cresce dallo 0,2% allo 0,75% lordi nel tempo.