La Finanza viola la tua privacy: il Garante dice no e chiede modifiche

Il Garante per la Privacy chiede modifiche importanti agli archivi dell’Agenzia delle Entrate.

Sostanzialmente il garante si è detto favorevole al meccanismo creato dall’agenzia delle entrate riguardo le fatture elettroniche, ma chiede notevoli modifiche. Lo schema di provvedimento relativo alle fatture elettroniche è passato al vaglio del Garante per la privacy, ma le cose non sono andate come l’agenzia sperava. Il problema è ovviamente la privacy dei cittadini. Tutto ruota alla memorizzazione delle fatture elettroniche. Le fatture elettroniche vengono memorizzate E la Guardia di Finanza può eventualmente controllarle. Il garante della privacy solleva una questione molto delicata. Le informazioni conservate permettono di identificare tutti i prodotti o servizi che qualcuno ha acquistato. E qui sorge la domanda sostanzialmente posta dal garante. È giusto che la Guardia di Finanza possa conoscere dettagliatamente qualsiasi cosa il cittadino abbia acquistato?

Sapere tutto ciò che qualcuno ha acquistato

Per come è strutturato il sistema proposto dall’agenzia delle entrate in merito alla fattura elettronica un finanziere potrebbe conoscere analiticamente tutte le tipologie di beni e di servizi che qualcuno ha acquistato proprio grazie alla fattura elettronica. Dai dati conservati, non si evince soltanto la transazione e l’importo, ma anche tutti i beni e servizi oggetto di quella transazione. Se qualcuno di quei beni o servizi fosse in qualche modo sensibile o imbarazzante o comunque il cittadino non gradisse che si conosca, non avrebbe modo di opporsi a ciò. Ciò che il garante mette in luce è una sproporzione. Il diritto dovere della Guardia di Finanza di verificare le fatture elettroniche può essere tale da invadere la sfera più intima e personale della vita del cittadino? Secondo il garante no.

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Da qui nasce la richiesta di modifica ad un meccanismo che rischia di essere una menomazione della privacy effettivamente ingiustificata.

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Si dovrà trovare dunque un meccanismo di conservazione che consenta i controlli, impedendo però indebite invasioni.