Bomba dell’INPS: in pensione a 64 anni. Il compromesso che convince

È il presidente dell’INPS Pasquale Tridico a lanciare nel delicato agone delle pensioni, la proposta che potrebbe mettere tutti d’accordo.

Vediamo che cosa succede e perché la proposta di Tridico potrebbe sbloccare la complicata questione delle pensioni. Con il 2021 è finita quota 100. Per il 2022 viene sostituita da quota 102, ma il vero problema si apre nel 2023. In sostanza il governo Draghi ha deciso di non decidere. Ha sancito la fine di quota 100 che era particolarmente vantaggiosa, ma non è tornato alla Fornero direttamente pur avendone tutte le intenzioni. Ma nel 2023 il ritorno alla Fornero sembrava praticamente scontato e i sindacati stavano protestando vivacemente. In sostanza il governo ha voluto sancire la fine di quota cento, ma crearo un anno cuscinetto, il 2022. Ma questo cuscinetto non serve a niente secondo i sindacati perchè pochissimi ne beneficiano. Il problema vero si pone nel 2023. Ma adesso Pasquale Tridico presidente dell’INPS muove la proposta che potrebbe mettere tutti d’accordo.

Un compromesso che può funzionare

Tridico in sostanza propone quello che lui stesso definisce un compromesso. Si tratta di una via di mezzo che a suo esperto giudizio può essere sostenuta dalle casse dello Stato ed allo stesso tempo non è troppo pesante per i cittadini. Ecco la proposta di compromesso: andare in pensione un po’ prima dei classici 67 anni cioè a 64 anni. La pensione sarebbe mini, ma solo per pochi anni: vediamo perchè. Dai 64 anni ai 67 anni si percepirebbe soltanto la parte contributiva della pensione. In soldoni vuol dire che dai 64 anni 67 anni si percepirebbe una pensione mini calcolata unicamente sui contributi effettivamente versati. Dai 67 anni poi si avrebbe diritto alla pensione piena.

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In sostanza dai 67 anni si avrebbe diritto anche la quota retributiva.

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Riuscirà questa proposta di compromesso a mettere d’accordo tutti ed evitare la Fornero?