Allarme inflazione: +3,9%. Per i meno abbienti è fame. Come proteggere risparmi

L’inflazione è il grande dramma del 2022 per famiglie ed imprese.

Lo certifica l’Istat che a dicembre registra un salto del 3,9%. Un vero e proprio balzo in avanti che non si vedeva dal 2012. La situazione è realmente critica. Per le famiglie meno abbienti c’è il serio concreto di non riuscire a mangiare ed a pagare le bollette. Questo è quanto emerge da vari studi e da vari osservatori. E’ soprattutto la Caritas a sottolineare quanto l’inflazione faccia impennare il fenomeno delle cosiddette nuove povertà. Durante la pandemia di Covid il divario tra ricchi e poveri è cresciuto tremendamente. Tante famiglie che prima della pandemia vivevano dignitosamente ora versano in condizioni di fragilità. Anche cose banali come pagare la bolletta e fare la spesa diventano un problema assillante e non è chiaro come andare avanti.

Dramma aziende e risparmi

L’impennata delle materie prime è un vero dramma per le aziende, ma è soprattutto il caro energia a spingerne tante sull’orlo della chiusura. In queste settimane abbiamo letto come tante aziende italiane siano costrette a lavorare di notte e nei fine settimana per i costi esorbitanti dell’energia. Ma lo scandalo è che le aziende piccole pagalo luce e gas più del doppio delle grandi. La questione cruciale è anche quella dei risparmi. Altro che patrimoniale: una super patrimoniale che li consuma giorno dopo giorno. Vediamo come proteggerli. Gli italiani tornano ai buoni fruttiferi postali. Garantiti dallo Stato, rappresentano un modo per proteggersi, ma in parte dall’erosione dell’inflazione. I titoli del Tesoro tornano di gran moda, ma gli esperti consigliano di non sottovalutare i bond legati all’inflazione.

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Si, perchè l’inflazione potrebbe crescere molto più di quanto ci aspettiamo oggi e durare più a lungo.

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Questi strumenti legati all’inflazione, offrono un ritorno economico proporzionale all’inflazione reale.