Crollo Bitcoin: persi 130 miliardi. Ai minimi da luglio e la Fed può affondarlo

Un vero e proprio crollo per la regina delle crypto che da novembre ha dimezzato il suo valore. 

Una vera tempesta si è abbattuta sui Bitcoin che hanno fatto registrare un vero bagno di sangue. In queste settimane la popolare criptovaluta aveva accusato perdite sempre più marcate, ma ogni volta gli analisti assicuravano che il minimo era stato toccato e che fosse arrivato il momento del rimbalzo. Ma questo lunedì è stato davvero nerissimo per le criptovalute. Si, perchè tutto il comparto sta soffrendo a causa si questo crollo senza precedenti. Cerchiamo di capire le cause e cosa può succedere. Il 2021 era stato l’anno da incorniciare per il Bitcoin. Quotazioni record e la borsa USA lo aveva sdoganato con un ETF su di esso. Ormai tutti elogiavano la moneta virtuale ed anzi, molte banche la elogiavano come rifugio contro l’inflazione. 

Un crollo da decifrare

Ma da novembre tutto è cambiato. Il Bitcoin ha cominciato a perdere inesorabilmente tirandosi dietro tutto il mercato delle criptovalute. Ma intanto questo mercato è diventato popolarissimo. E quindi la perdita impensieriva tantissimi risparmiatori ed investitori. Ma il crollo di lunedì ha avuto proprio i contorni del vero panic selling. Non c’è accordo su quali potrebbero essere le cause di questo scenario. Molti sostengono che i costi esorbitanti dell’energia siano la causa del crollo. Infatti la rete dei Bitcoin consuma tanta energia. Molti temono che le tensioni geopolitiche abbiano costretto i minatori di Bitcoin a doversi riorganizzare. Ma probabilmente a fare paura al mondo delle criptovalute sono i regolatori. Infatti il Bitcoin, così come le altre cripto, non sono mai state veramente regolamentate. Infatti questo spinge tante associazioni dei consumatori a sconsigliarle.

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Ma ora i regolatori dei vari paesi e soprattutto Fed e Sec potrebbero cambiare le cose.

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Questo mercato cresciuto nell’assenza di regole potrebbe essere colpito duramente dai regolatori.