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Emergenza benzina, attenzione, rischio lavoro: le 3 armi per difenderci

I rincari della benzina stanno arrivando ad essere pericolosi e a generare una vera e propria emergenza sociale.

Sono tanti gli osservatori economici che sottolineano come la spirale inflazionistica stia gettando i presupposti per un’emergenza sociale come non si vedeva da tempo. La benzina ha superato il costo di €1,80 e secondo gli esperti ben presto sfonderà persino la soglia dei €2. La colpa è tutta delle lotte tra i potenti del mercato dell’energia che tengono alti i costi delle materie prime. La spirale inflazionistica causata dal caro energia mette in ginocchio il lavoro in due modi. Per i comuni cittadini rende più costoso e in certi casi addirittura impossibile raggiungere i luoghi di lavoro con costi sopportabili e per il mercato dei trasporti è un’autentica tragedia. Si rischia l’emergenza sociale e come al solito sono i più poveri a pagare il costo più elevato perché rischiano di non riuscire a far fronte ad aumenti sproporzionati rispetto alle loro possibilità.

Le cose da fare già da oggi per non soccombere

Ecco perché le associazioni a tutela dei consumatori consigliano alcune cose da fare assolutamente per non soccombere al caro benzina. Innanzitutto bisogna usare l’auto il meno possibile. Può sembrare un consiglio banale ma di questi tempi è determinante preferire quando ciò sia possibile, i mezzi pubblici, le biciclette o i monopattini elettrici. In secondo luogo quando proprio si sia costretti ad usare il proprio mezzo è importante che l’auto sia in perfetta efficienza a partire dagli pneumatici. Infatti un’auto che non sia veramente efficiente rischia di far consumare molta più benzina e di conseguenza danaro. In ultimo sono molto consigliate le applicazioni di car sharing.

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Si tratta di app disponibili sia su Android che per dispositivi Apple e che consentono di dividere le spese del tragitto con chi faccia il nostro stesso percorso.

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Si tratta di accorgimenti molto pratici ed utili per non farsi strangolare dal caro benzina.

Salvatore Dimaggio

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