Bonus animali: alcune spese lo Stato te le restituisce, ma altre no

E’ un bonus prezioso per gli amanti degli animali, ma facciamo chiarezza.

Tanti Italiani hanno in casa dei piccoli amici a quattro zampe. Avere in casa degli animali è non solo una compagnia, ma anche un vero toccasana per l’umore. Sempre nuovi studi confermano come l’interazione con gli animali riesca ad alleviare piccole e grandi patologie della psiche e a regalare buonumore e serenità anche a chi è più stressato. Infatti è stato proprio con l’inizio della pandemia di covid che il numero di animali domestici è salito notevolmente. Proprio per questo il governo Conte ha fatto nascere all’epoca il bonus per gli animali domestici. Voleva essere un giusto incentivo ad alleviare la solitudine del lockdown con la compagnia di cani o gatti. Questo bonus è una detrazione IRPEF che copre alcune spese molto importanti legate agli animali domestici. Per poterne usufruire è necessario poter dimostrare la proprietà dell’animale. Ma è anche importante conservare prova di queste spese sostenute in favore dell’animale.

Chiarezza sulle spese

Il tetto massimo per ogni anno è di €550. Inizialmente il bonus valeva €500, ma poi è stato innalzato a 550. Ma vediamo di capire quali sono le spese che possono beneficiare del bonus e quali no. I farmaci e le visite specialistiche possono beneficiare del bonus. Alimenti che abbiano una funzione terapeutica possono anche beneficiare del bonus. Ma cibo e toelettatura no. Sono sostanzialmente le spese veterinarie le uniche a poter essere portate in detrazione per quanto riguarda il bonus. Mentre le altre non possono essere portate in detrazione. Ma è fondamentale che vi sia la prova di tutte le spese sostenute e ovviamente la prova che l’animale sia effettivamente di chi chiede la detrazione IRPEF.

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Insomma un aiuto concreto per chi abbia animali.

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Importante soprattutto in un momento di notevole inflazione anche sui prodotti per animali.