Superbonus 110% prorogato: novità Entrate, vantaggi e nesso con sisma

Il Superbonus è sempre nell’occhio del ciclone, ma adesso arrivano delle notizie assai positive per il re dei bonus casa. Arrivano anche dei chiarimenti dalle Entrate sul sisma.

Ultimamente la stretta sulla cessione dei crediti e il limite massimo per le spese asseverabili hanno rischiato seriamente di bloccare i cantieri e tanti effettivamente si sono già bloccati.

Ma vediamo le belle novità in arrivo che possono sbloccare tutto. Innanzitutto bisogna precisare che è stata proprio la manovra finanziaria varata alla fine del 2021 che ha posto in essere tutta una serie di proroghe. Il Superbonus infatti sarà al 110% fino al 2023. Scenderà al 70% nel 2024 per poi finire al 65% nel 2025. Ma come riporta la risoluzione 8/E del 15 febbraio 2022 dell’Agenzia delle Entrate una situazione tutta particolare riguarda i territori colpiti dal sisma.

Proroghe e condizioni inedite

Infatti i territori colpiti dal sisma beneficiano del Superbonus 110% fino a tutto il 2025. Dunque si tratta di una proroga massiccia ed eccezionale per venire incontro a chi sia stato colpito dal terribile sisma. Però l’Agenzia delle Entrate fa un chiarimento importante e profondamente innovativo che è il caso di capire. Proprio con la risoluzione vista prima l’agenzia chiarisce che è fondamentale che ci sia un nesso tra il danno subito e l’evento sismico.

Novità dalle Entrate sul sisma

Quindi non è la semplice presenza degli immobili nelle zone colpite dal sisma che può essere il presupposto della estensione eccezionale al 110% fino al 2025. Al contrario ci deve essere un effettiva connessione tra sisma e danno su cui si vuol intervenire con l’ausilio del bonus. Se questa può essere una doccia fredda per tutti coloro i quali non sono stati colpiti direttamente dal sisma ma abitano in quelle zone, le novità in arrivo sul bonus casa sono invece in generale positive. Innanzitutto si va verso lo sblocco della stretta sulla cessione dei crediti. Infatti il governo sta preparando un decreto che dovrebbe ripristinare le cessioni multiple.

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Il tetto ad una sola cessione aveva messo in crisi i cantieri italiani ed era stato molto criticato. Col nuovo decreto le cessioni dovrebbero essere massimo 3 e comunque sia soltanto tra istituti di credito monitorati dalla Banca d’Italia. Ma anche i nuovi massimali di spesa sono stati resi più elastici e si è evitato il rischio del cosiddetto chiavi in mano.