Superbonus 110%: “mercato fermo” via alla cessione multipla e sanzioni

Il Superbonus riparte oppure no? E’ un po’ un giallo ed è il caso di capire meglio che sta succedendo. 

Dopo il tremendo stop alla cessione dei crediti multipla, il mondo dei bonus casa sembrava pronto alla ripartenza. Infatti la nuova normativa la reintroduce, ma le cose non sono così semplici. Dopo la scoperta dei 4,4 miliardi di frodi tutto è cambiato nel mondo dei cantieri legati al bonus.

Il Governo ha operato la stretta sulle cessioni e la maggior parte dei cantieri si sono fermati. Ora però è arrivata la nuova normativa che reintroduce la cessione multipla dei crediti ma le cose non sono così facili. Con la nuova normativa il credito può effettivamente essere ceduto più volte ma sino ad un massimo di tre. Ma attenzione, perchè il credito dovrà sempre essere tracciabile grazie al cosiddetto bollino, un codice identificativo che viaggia insieme al credito e che lo accompagna in tutti i suoi passaggi.

Codice identificativo

Il codice identificativo è molto importante nella nuova normativa perchè lega tra loro tutti i vari passaggi e di conseguenza permette a chi dovesse controllare di poter sempre risalire ai primi cedente e cessionario. Ma la cosa più importante è che in qualsiasi momento si può risalire alla documentazione presentata e controllarla. Conseguenza di ciò è anche che il credito non è frazionabile. Dunque deve viaggia sempre in modo unitario.

Tre passaggi

La regola più stringente è quella del tetto massimo a tre passaggi. Anche perchè i passaggi successivi al primo dovranno avvenire necessariamente tra banche selezionate e comunque sotto la supervisione della Banca d’Italia. Eppure il vero nodo non è neppure questo. Ciò che intimorisce i cantieri è la responsabilità fortissima posta in capo a chi fa l’asseverazione dei costi. In effetti i tecnici sono stati una parte fondamentale delle truffe portate avanti sino ad oggi.

Duri con i tecnici

Ma oggi si rischiano di colpire ingiustamente gli onesti. Infatti la nuova normativa prevede addirittura da 50.000 a 100.000 euro di multa per il tecnico che sbaglia, ma anche la detenzione da due a 5 anni. Veramente troppo anche perchè queste sanzioni sono in caso di colpa, visto che se c’è anche dolo le sanzioni vengono aumentate.

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Dunque molti sono perplessi. Sicuramente la nuova normativa ha permesso a tenti cantieri di ripartire. Ma i dubbi dal mondo dell’edilizia restano tanti e non è chiaro quanti cantieri effettivamente saranno persuasi a riprendere i lavori. Anche perchè l’aumento delle soglie di prezzo del 20% disposto dal MiTE appare ormai ben poca cosa rispetto ai rincari forti delle materie prime.