Superbonus 110%: “non solo carcere” non si trovano tecnici

Situazione complessa quella attorno ai bonus casa, il ricco comparto di aiuti che aveva rimesso in sesto il mondo dell’edilizia. Ora sono spariti gli asseveratori.

Vediamo di capire cosa sta succedendo perchè sono svariati gli allarmi che salgono dal mondo dei bonus casa. Innanzitutto il nuovo prezzario MiTE ha aumentato del 20% le soglie massime ammesse per le spese. Teoricamente è un bene per i cantieri, ma gli esperti dell’edilizia fanno sapere che non è così.

Difatti l’aumento reale dei costi delle materie prime e soprattutto dell’energia, è andato ben oltre quella soglia ed oggi i bonus appaiono decisamente meno convenienti. Ma il problema maggiore appare l’annosa questione della cessione dei crediti, specie alla luce delle novità. Dopo i 4,4 miliardi di frodi scoperti ai danni dei ricchi bonus sulla casa era chiaro che qualcosa dovesse cambiare.

Una normativa che non convince

Il governo è intervenuto con uno stop alla cessione dei crediti multipla che ha letteralmente gelato metà dei cantieri italiani. La durezza delle proteste da parte del mondo dell’edilizia, ma anche della politica ha cambiato le cose. La nuova normativa riapre alla cessione dei crediti multipla ma come vedremo le ombre rischiano di essere più delle luci. La nuova normativa infatti effettivamente riapre alla cessione dei crediti ma con una soglia massima di tre. 

Addio cessioni illimitate

Dunque addio alle cessioni illimitate. Al credito dovrà essere legato un codice che molti chiamano bollino. Il bollino dovrà sempre contraddistinguere il credito in modo tale che se ci dovessero essere dei controlli, ogni passaggio può essere attentamente monitorato. Dunque massima tranciabilità per poter risalire ai primi cedente e cessionario e poter verificare tutta la documentazione. Ma questo ha anche un effetto “collaterale”: il credito non è frazionabile.

I tecnici dicono di no

Insomma tanti paletti in più per scoraggiare i furbetti, ai quali si aggiungono anche però controlli veramente stringenti e tanti sentenziano che il gioco non vale la candela. Ma chi più di tutti è scottato dalla nuova normativa sono proprio i tecnici asseveratori. E’ vero che proprio questa figura è stata una chiave di volta nelle truffe ai danni del bonus, ma è anche vero che gli onesti non ci stanno a rischiare sanzioni tremende.

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In effetti le sanzioni per i tecnici sono troppo alte. Un semplice errore senza dolo può costare addirittura da 50.000 euro e fino a 100.000 euro di multa ed la detenzione sino a 5 anni. Certamente un modo per dissuadere i tecnici dal fare i furbi, ma anche una minaccia davvero proporzionata per gli onesti che possono anche sbagliare in buona fede.