Pace fiscale: riapre rottamazione ter per decaduti 2020 e 2021, prima scadenza

Una situazione veramente drammatica quella dei 512.000 contribuenti decaduti dalla Pace fiscale. Ma oggi tutto cambia con l’ultimo emendamento.

Fino a ieri sembrava che il Governo e l’Agenzia delle Entrate volessero usare il pugno di ferro e chiedere loro tutto insieme quello che non erano riusciti a pagare a rate ma spunta una notizia che letteralmente ridà ossigeno a quasi mezzo milione di autonomi ed imprese.

Si tratta di un emendamento al Decreto sostegni ter ma di un emendamento veramente vitale. Una nuova possibilità in più per tutti decaduti dalla pace fiscale. Alla pace fiscale avevano aderito oltre un milione di cittadini ma alla fine del 2021 il 43% non era riuscito a rimettersi in regola con le rate. Una situazione veramente pesante perché il fisco avrebbe dovuto chiedere, come in realtà effettivamente ha fatto, a tutti loro di rimettersi in regola senza il beneficio della rateazione. Ma il nuovo articolo 10 bis proprio del decreto sostegni ter cambia completamente le regole del gioco. Arrivano le nuove date per stare in regola: vediamo come fare ad approfittarne.

Nuovi termini per la pace fiscale

Infatti il nuovo articolo inserito proprio in virtù dell’emendamento consente di rimettersi in regola anche per quello che riguarda il 2020 e 2021. Dunque spunta un nuovo calendario per risalire sul treno della pace fiscale e tornare ad essere in regola con il Fisco.

Tre date secche, una per ogni anno. Con l’implicita promessa che altre dilazioni non potranno arrivare.  Entro il 30 aprile del 2022 ci si dovrà rimettere in ordine con le rate in scadenza relativamente all’anno 2020. Per quanto concerne le rate relative al 2021 si dovrà versare tutto entro il 31 luglio del 2022. La terza data fondamentale sarà quella del 30 novembre 2022. In questa rata ci si dovrà rimettere in ordine con tutte le rate relative al 2022.

I decaduti ora possono farcela

I termini comodi di tolleranza di 5 giorni varranno anche per queste tre date. Inutile dire che queste tre nuove date sono una grandissima boccata di ossigeno per mezzo milione di autonomi ed imprese che erano realmente a rischio di fallimento. Ma sicuramente non mancheranno le polemiche da parte di chi parlerà di condono così come non vi è certezza che queste date in realtà riusciranno ad essere rispettate da tutti. Al di là di questi problemi resta indubitabile che la riapertura dei termini abbia evitato una situazione potenzialmente catastrofica per tante aziende e realtà produttive italiane che mia come in questo momento guardano al futuro con incertezza.