Fate+scorta+di+cibo+ed+acqua%2C+in+Svizzera+%C3%A8+gi%C3%A0+panico
ilovetrading
/2022/03/17/fate-scorta-cibo-acqua-svizzera-gia-panico/amp/
Consumi

Fate scorta di cibo ed acqua, in Svizzera è già panico

La minaccia spaventa i popoli: la Svizzera gioca d’anticipo e fa sapere cosa bisogna fare in caso di pericolo.

(Ansa, Cagliari)

Il terrore della guerra nucleare sembra avvolgere appieno ormai molti paesi dell’Europa. Al momento, in verità, resta un’idea piuttosto remota e non praticabile. Soprattutto perché nessun Stato avrebbe il coraggio di innescarla, consapevole delle conseguenze enormi che provocherebbe. La paura sembra essere cresciuta anche dopo l’attacco di qualche giorno fa da parte dei russi nei confronti della centrale nucleare di Zaporizhzhya. E anche se la guerra nucleare non è un’ipotesi in cambio, c’è già qualche Stato che ha messo in guardia i proprio cittadini su come prepararsi nel caso dalla paura si passi ai fatti. Vediamo costa accadendo nel paese più “neutrale” di sempre.

La Svizzera prepara un piano di prevenzione

(Pixabay)

Il governo svizzero ha dunque messo in allerta il suo popolo. Su internet infatti gira (da fonti ufficiali) un opuscolo con le linee guide che stanno ad indicare un piano di prevenzione per scampare e proteggersi nel caso di un conflitto nucleare. La risposta che il Governo ha voluto dare è una stretta conseguenza di ciò che ha dovuto ricevere in questi giorni: una serie lunghissima di domande che la popolazione ha girato all’esecutivo per capire quale sarebbe stato l’atteggiamento corretto da adoperare in caso di attacco nucleare. In ogni caso, il governo ha spiegato che “per ora non ci sono scenari che rendano necessaria la distribuzione o l’assunzione delle compresse allo odio”. E così la Confederazione non ha ancora ordinato o acquistato vere e proprie misure nel caso di guerra nucleare, ma la paura dei cittadini rimane comunque altissima.

I rifugi della Svizzera

(Ansa, Torino, JESSICA PASQUALON)

Nel paese elvetico esistono dei veri e propri rifugi che garantiscono la copertura dell’intera popolazione. Essi sono organizzati dai cantoni, che si occupano anche dei piani per l’attribuzione agli svizzeri degli stessi alloggi. Proprio per questo, è stato consigliato di rifornirsi per almeno sette giorni, poiché lì sotto non sono previsti supporti esterni. L’unico modo per “comunicare” con l’esterno saranno le sirene, le allerte dalla radio e alcune notifiche su un’app denominataAlertswiss”: il governo ha consigliato vivamente di installare sul proprio telefonino.

Edoardo Corasaniti

Articoli Recenti

Rimborso 730 senza sostituto: perché molti contribuenti dovranno aspettare fino a dicembre 2026

Chi presenta il modello 730 senza sostituto d’imposta non riceve il rimborso IRPEF in busta…

14 ore Fa

Anticipo TFS: come ottenere subito la liquidazione senza aspettare anni

L’anticipo del TFS rappresenta una soluzione concreta per i dipendenti pubblici che non vogliono attendere…

1 settimana Fa

Pensioni 2026, il divario che non si riduce: perché le donne perdono quasi 500 euro al mese

Nel primo trimestre 2026 emerge ancora una volta una distanza netta tra uomini e donne…

2 settimane Fa

Booking sotto attacco: email con nuovo PIN e dati esposti, cosa sta succedendo davvero

Una semplice email con un nuovo codice PIN può sembrare una comunicazione di routine, ma…

4 settimane Fa

Spese sanitarie: quando puoi detrarle nel 730/2026 (anche se già rimborsate)

Nel modello 730/2026 emerge un caso tutt’altro che raro: è possibile detrarre spese sanitarie già…

4 settimane Fa

Pensione anticipata contributiva: la domanda respinta può diventare un’opportunità

Non sempre un rifiuto dell’INPS chiude definitivamente la strada verso la pensione. Nel sistema contributivo…

4 settimane Fa