La legge 104 è un vero e proprio presidio di civiltà perché garantisce notevoli aiuti alle persone diversamente abili, ma anche ai loro parenti.
Da poco la legge 104 ha festeggiato 30 anni e si riconferma uno strumento fondamentale per evitare che le persone diversamente abili siano lasciate sole dallo Stato e dalle istituzioni.
In questo periodo di gravissima crisi economica, poi, la legge 104 diventa ancora più importante. Ma come viene sempre più spesso sottolineato un elemento fondamentale di ausilio alla persona diversamente abile è proprio la rete di aiuto dei parenti.
Sebbene la buona volontà ci sia sempre, il problema è che spesso le esigenze del lavoro e le esigenze della cura la persona diversamente abile finiscono per confliggere. Come fare a mettere insieme una dura giornata di lavoro, la cura dei figli e la cura anche di un parente diversamente abile che magari ha bisogno anche di attenzioni tutte particolari? Per la maggior parte delle persone è praticamente impossibile. È proprio in questi casi che l’Inps riconosce un aiuto ai parenti che assistono la persona disabile. Vediamo di capire quando spettano addirittura 102 euro al giorno. Parliamo del cosiddetto congedo straordinario.
In sostanza è un periodo di aspettativa retribuito che viene riconosciuto proprio in virtù della legge 104. Questo istituto funziona così: chi sia un lavoratore dipendente e assista un familiare ha diritto al congedo straordinario retribuito.
Per usufruire di questi 102 al giorno però c’è la necessità che la disabilità riconosciuta al parente che viene assistito sia grave. Certo c’è anche la soluzione di assumere una persona specializzata per l’assistenza del parente disabile ma questo spesso costerebbe ancora di più. Per ottenere il congedo straordinario ci sono chiaramente alcuni paletti previsti dalla legge. Innanzitutto si deve essere dei lavoratori dipendenti nel privato. In secondo luogo la persona da assistere deve avere un handicap grave, come già visto e non deve essere neppure ricoverata stabilmente presso una qualche struttura.
L’indennità viene calcolata in base a una procedura matematica piuttosto specifica. Infatti viene presa in considerazione la retribuzione percepita nell’ultimo mese prima del congedo. Tuttavia esiste comunque sia un tetto massimo calcolato dall’ISTAT in base all’inflazione anno per anno. Nel 2022 la soglia massima di indennità giornaliera incontra il tetto massimo dei 102,30 euro. Tale cifra sarà erogata dal datore di lavoro che però poi se la vedrà conguagliata con i contributi INPS. Massimo possono essere richiesti due anni e possono essere suddivisi in diverse modalità in base alla concreta esigenza manifestata dalla persona diversamente abile che si vuole assistere.
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